Levante, ecco l’asilo con i pilastri erosi

Dalla strada esce da mesi un fiume di acqua potabile
CHIETI. Il viaggio nei quartieri di Chieti continua. Dopo alcune zone dello Scalo, zona centro e Tricalle, siamo andati a vedere lo scenario dell’area Levante, un’altra tra le più popolose della città che conta circa 4mila residenti. Triste dirlo ma anche in questo caso ciò che predomina è il completo abbandono, se si pensa soprattutto ai numerosi e già denunciati furti avvenuti nel corso del tempo a danno di privati e abitanti del quartiere. Ma di mezzo però, questa volta, c’è anche la scuola dell’infanzia di via Masci, in zona Madonna del Freddo.
Se si va a fare un giro almeno nelle aree all’aperto dell’istituto lo scenario è preoccupante, nonché ancora una volta deprimente: su molti muri e pilastri in corrispondenza di dormitori e aule ci sono delle crepe, molte pareti risultano danneggiate e lo scheletro delle strutture portanti non rassicura, a volte è anche inclinato. Non possiamo non accorgerci di muretti pericolanti, giardini lasciati al degrado dove sorgono acquitrini e pozzanghere, fonti di sporcizia e ricettacolo di miriadi di insetti che mentre camminiamo non ci danno pace. Figuriamoci se a dover stare in quel posto sono dei bambini. Continuiamo il nostro iter: alcune altalene sono abbandonate nei sottoscala esterni, molte zanzariere sono bucate e i giardini si sono trasformati in una giungla, con tanto di frutta marcita caduta dagli alberi a far da contorno. Per non parlare delle vegetazione spinosa che si conficca sotto i piedi mentre si cammina.
Insomma, un vero e proprio incubo, se si pensa anche che ci sono scalinate ricoperte di erbacce dall’aspetto poco rassicurante. Eppure si tratta di una scuola che dovrà riaprire tra pochi giorni per il nuovo anno scolastico, fatti salvi i rilevamenti che in questi giorni l’amministrazione sta conducendo proprio all’interno degli istituti scolastici a seguito dell’ultimo sisma che ha colpito il centro Italia. Ma prima di arrivare nell’istituto siamo andati a vedere anche tutto il resto del quartiere, i problemi non sono pochi. Lungo via Valenti, nei pressi del supermercato Todis, è nato un altro torrente a seguito di una perdita d’acqua. Da uno dei bordi della strada continua a scorrere un fiume, che si dirige per tutta la via leggermente in pendenza arrivando fino all’incrocio con via Rossini, il tutto di fronte ad aree residenziali. Stessa situazione in via Masci, vicino ai Vigili del Fuoco. Sono circa due anni che acqua potabile continua a scorrere lungo la via dirigendosi in una canalina e andando ad alimentare un laghetto della zona. Forse bisognerà iniziare ad abituarsi a questi fiumiciattoli, le periferie di Chieti ne sono sempre più caratterizzate.
Ma ironia della sorte, a Levante, qualcosa che rievoca i salotti del centro storico c’è: arriviamo di fronte a via Mozart, chissà se il geniale compositore ormai famosissimo a Teate sarebbe contento di ritrovarsi fra mille sterpaglie e miriadi di insetti. Proseguiamo per via Rossini, costeggiando via Cilea: lì era sorta un’altra perdita d’acqua ora sanata, il cui ricordo però è rievocato dalla presenza pittoresca del muschio cresciuto sulla via in corrispondenza di un tombino, come anche da un cartello che invita a fare attenzione: è nata pure lì un’altra giungla ai bordi delle strade e all’interno di parchetti abbandonati. Stessa storia in via Zimarino: alcuni muretti di contenimento a ridosso dei marciapiedi sono inclinati e le sterpaglie coprono parte dei passaggi pedonali.
Proseguiamo su via Riccitelli. Ci sono altri arbusti cresciuti a dismisura sui lati della via, rifugio per topi e animali: «Per fortuna che abbiamo i gatti, l’unica arma che ci è rimasta contro i ratti» dicono alcuni cittadini. Costeggiamo il centro Levante e arriviamo lungo una strada chiusa con transenne e nastri, che però sono stati completamente ricoperti dalle sterpaglie. Ma mentre continuiamo sul secondo tratto di via Cilea una piccola consolazione: sono iniziati alcuni lavori per il rifacimento delle tubature. Qualcosa si muove.

