Lezioni su internet per 26mila studenti

19 Marzo 2020

Parte la rivoluzione digitale all’università d’Annunzio, il rettore: ora aiuteremo gli allievi Erasmus

CHIETI. Rivoluzione digitale forzata per i 26mila studenti della d’Annunzio. Il rischio contagio da coronavirus ha svuotato il campus universitario, dove ieri è stato chiuso anche il Percorso vita, e le lezioni sono diventate tutte on line. Oltre, ovviamente, anche agli esami. L’ateneo si è attrezzato da tempo per la didattica telematica, anche se resta qualche difficoltà sulla piattaforma elettronica, dovuta al fatto che all’improvviso ha registrato un aumento esponenziale di contatti. Attualmente già molte lezioni vengono svolte on line, ma si stima di raggiungere il 100% delle web-lezioni solo entro la prossima settimana. «Gli studenti stiano tranquillamente a casa», è l’appello del rettore Sergio Caputi, «perché noi stiamo lavorando per loro affinché possano svolgere tutto on line. Sperando che la piattaforma telematica decida di implementare un po’ più la portata. Questo purtroppo non dipende da noi. L’ateneo è comunque al lavoro per supportare gli studenti in ogni modo. Voglio rassicurare i nostri ragazzi: nessuno sarà lasciato indietro». Neanche gli studenti della d’Annunzio che stanno svolgendo un percorso formativo all’estero. Sono oltre 150 ed è a loro che ha pensato il rettore nel convocare il consiglio d’amministrazione straordinario di questa mattina. L’intenzione è quella di varare misure e sostegni urgenti perché i ragazzi non si sentano abbandonati all’estero. La stessa cosa vale per la cinquantina di studenti di altre università che sono venuti a studiare alla d’Annunzio. La seduta del cda, che si terrà anche questa on line, lancia anche un appello al ministero degli Esteri «perché agevoli il rimpatrio», dice il rettore, «ovviamente con le misure che si riterranno più opportune. Noi siamo pronti anche a un sostegno economico, sia per i ragazzi che vogliono rientrare sia per quelli che intendono restare ma che, a causa del coronavirus, trovano più difficoltà nel rimanere all’estero».
L’università d’Annunzio, intanto, ha messo a disposizione dell’emergenza sanitaria anche le sue strutture d’eccellenza. Il Cast, Centro di Studi e Tecnologie Avanzate (ex Cesi) diretto da Renato Mariani Costantini, ha avviato da tempo uno studio interno per la realizzazione di tamponi da coronavirus. La d’Annunzio sta ancora attendendo le autorizzazioni necessarie. E non si è capito perché la questione non si sia ancora sbloccata.