«Licenziamento ex vigile, spesa per il paese»

17 Novembre 2021

Rapino. Il gruppo consiliare l’Alternativa: è illegittimo, ci batteremo per il risarcimento di 50mila euro

RAPINO. Il gruppo consiliare di minoranza l'Alternativa, tornare a parlare del licenziamento notificato dal sindaco Rocco Micucci, alla vigilia del Natale 2018, per abuso della legge 104, al dipendente comunale, ex vigile Lorenzo Medaglia. «Un atto», sottolinea l' Alternativa, «che il primo cittadino non esitò a compiere, pur conoscendo le varie traversie e le tragiche disgrazie personali dell'interessato. Micucci e un suo solidale dipendente stilarono gli atti che poi furono clamorosamente smontati e si rivelarono in pieno conflitto d’interessi e contro lo stesso regolamento comunale».
Il gruppo consiliare di centrosinistra sottolinea che furono fatti gravi. «Medaglia», ricorda l'Alternativa, «fu poi reintegrato in servizio da una sentenza del giudice del lavoro con l'accollo di tutte le spese, per circa 40.000 euro, a carico del Comune e quindi, della comunità, perché riconosciuto estraneo ai fatti contestati, in riferimento alla legge 104, di cui usufruiva per accudire la madre». L'Alternativa evidenzia quindi che il sindaco Micucci, non contento di questa situazione, presentò ricorso alla Corte d’appello dell'Aquila, contro quella sentenza ottenendo però come risultato, una sentenza ancora più pesante della prima. «In quella sentenza», sottolinea l'Alternativa, «si evince quanto la vicenda sia stata puramente strumentale e persecutoria nei confronti di Medaglia. Inoltre tutto l'iter procedurale, a parere della Corte, è stato interessato da vizi di forma ed errori clamorosi. Praticamente l'ex tecnico comunale Giuseppe Micucci, ha segnalato la presunta violazione della legge 104 alla commissione provvedimenti disciplinari, costituita da lui stesso, essendone il presidente e, emettendo di conseguenza il provvedimento esecutivo di licenziamento. Cosa questa non consentita dalla legge, evidenziando un conflitto di interessi e imparzialità». Il gruppo consiliare evidenzia infine che in tutta questa storia una cosa è certa: «Il Comune, e quindi i cittadini, dovranno sborsare più di 50mila euro di spese. Ma cosa importa, tanto i soldi non sono del sindaco. Noi comunque», conclude l'Alternativa, «ci batteremo in tutte le sedi, istituzionali e non, affinché queste somme siano risarcite fino all'ultimo centesimo, da coloro che si sono resi responsabili di questa persecuzione».
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