Licenziato dopo sedici anni cita in giudizio il Comune
LANCIANO. La scorsa primavera era stato licenziato dopo sedici anni di lavoro ininterrotto in municipio. A quasi un anno di distanza Aldo Natale, storico operatore del centro Informagiovani di...
LANCIANO. La scorsa primavera era stato licenziato dopo sedici anni di lavoro ininterrotto in municipio. A quasi un anno di distanza Aldo Natale, storico operatore del centro Informagiovani di Lanciano, cita in giudizio il Comune e la cooperativa sociale che lo impiegava per svolgere, negli ultimi anni, lo stesso servizio.
La prima udienza, davanti al giudice del lavoro del tribunale di Lanciano, si svolgerà il 16 marzo.
Natale, rappresentato dall’avvocato Mario Di Iullo, del foro di Lanciano, ha presentato ricorso con l’obiettivo di «accertare e dichiarare nulle le clausole relative al termine apposto ai contratti di lavoro intercorsi con il Comune di Lanciano, accertare e riconoscere il rapporto di lavoro a tempo indeterminato con le relative differenze retributive maturate, ottenere il ripristino del rapporto di lavoro».
Aveva fatto scalpore, nell’aprile 2014, il licenziamento dei tre dipendenti dello sportello Informagiovani - oltre a Natale, anche Giusi Casulli e Pasquale Di Vito - annunciato dalla cooperativa “Social service” di Atessa dopo che il Comune aveva deciso, per via dei tagli richiesti dalla spending review, di non rinnovare l’appalto e di impiegare all’Informagiovani un dipendente comunale per risparmiare così risorse finanziarie.
I tre dipendenti - storici ma tuttavia precari - si erano ritrovati nel giro di poco tempo ad essere disoccupati.
Aldo Natale ha ricoperto l’incarico di operatore del centro Informagiovani del Comune di Lanciano dal giugno 1998, data della sua creazione, ininterrottamente fino alla primavera scorsa (nel 2010 lo sportello aveva ottenuto il riconoscimento come centro di eccellenza e sede regionale).
«Sono stato sempre precario, prima con contratti Co.co.co., poi con contratto a tempo determinato e infine tramite cooperativa sociale», racconta l’ex lavoratore pubblico, «nel tempo ho partecipato e vinto ben due concorsi pubblici per titoli ed esami per “Operatore Informagiovani” banditi dal Comune di Lanciano».
Timbrava il cartellino come tutti gli altri dipendenti, eppure negli anni - e col succedersi delle varie amministrazioni comunali - la sua posizione non è mai stata stabilizzata.
Adesso proverà attraverso le vie legali di vedersi riconosciuto qualche diritto. «Non sarà facile ma è una battaglia di giustizia», dice l’avvocato Di Iullo.
Stefania Sorge
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