Licenziato per l’hashish, ora rivuole il posto

Operaio pronto a fare ricorso dopo che il Riesame ha cancellato il divieto di dimora. Due mesi fa l’arresto per spaccio
VASTO. Dopo due mesi passati in un B&B in Puglia, L.D.C., operaio vastese di 49 anni trovato dalla polizia durante un servizio di controllo con più di 1,2 chilogrammi di hashish, è potuto tornare a casa. I giudici del tribunale del Riesame hanno accolto le richieste del difensore dell'indagato, l'avvocato Fiorenzo Cieri e annullato la misura cautelare del divieto di dimora in Abruzzo e Molise. L'uomo è sollevato anche se la sua posizione resta piuttosto critica e il 49enne deve risolvere altri problemi. Non appena hanno saputo dell'arresto, infatti i responsabili dell’allora Sevel (oggi Stellantis), l'azienda della Val di Sangro in cui lavorava, nonostante in fabbrica non fosse stato trovato nulla, avevano licenziato il lavoratore.
L'avvocato Carmine Di Risio, esperto in diritto del lavoro, cercherà di farlo reintegrare. «Il mio cliente non è uno spacciatore, è incensurato. Stava attraversando un momento delicato», ha spiegato l'avvocato Cieri evidenziando il particolare momento di fragilità psicologica dell'indagato a inizio anno. Condizione che lo stesso pm di Vasto, Silvia Di Nunzio, aveva verificato annullando gli arresti domiciliari e disponendo la scarcerazione del 49enne sostituendola con il divieto di dimora. Cieri e il collega Di Risio stanno ora cercando di reinserire l'indagato nel mondo del lavoro. «Ha bisogno di lavorare», rimarca il penalista, «ha diritto a una chance».
L'operaio era stato fermato il 15 gennaio al volante della sua auto in località San Lorenzo a Vasto. Nell'auto gli agenti avevano trovato circa 7,8 grammi di hascisc. La successiva perquisizione domiciliare aveva portato alla scoperta nella cantina di L.D.C. di ulteriori 1.200 grammi suddivisi in panetti. La droga era stata sequestrata insieme ad un bilancino e ad una macchina per il confezionamento di dosi sottovuoto. L’avvocato ha fin da subito spiegato ai magistrati che il 49enne non era uno spacciatore abituale. Ora che L.D.C. è potuto tornare a casa cercherà di aiutarlo anche a tornare alla vita vissuta prima della disavventura giudiziaria.
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