«Lido Riccio nel degrado tra erbacce e alghe»

Protestano tre operatori turistici della zona: paghiamo tasse alte ma non abbiamo i servizi minimi
ORTONA. Lido Riccio nel degrado a stagione estiva avviata. Non siamo noi a dirlo, ma alcuni imprenditori che vivono di turismo lungo quel tratto di costa. Sono Franco D’Adamo, titolare dell’Hotel Mara, Stefano Tentucci dello stabilimento balneare La Riccetta e Antonio Di Bartolomeo del Lido Riccio ad illustrarci una situazione critica, «che peggiora di anno in anno» dicono. Sul banco degli imputati finisce il Comune, reo di gestire con scarsa lungimiranza un’area costiera dalle enormi potenzialità turistiche. «Siamo nella zona degli alberghi, che pertanto dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello di Ortona», dice il titolare dell’Hotel Mara, «ma in realtà così non è». Quando siamo ormai a fine giugno, l’immagine del Riccio è tutt’altro che da cartolina. «Erbacce fanno da contorno ai nostri accessi», spiega D’Adamo, appoggiato nell’analisi da Tentucci e Di Bartolomeo, «e persino la presenza di accampamenti nomadi nelle aree di parcheggio nei pressi dei nostri locali sembra diventata una normalità». Insomma l’aspetto di Ortona è tutt’altro che di città turistica. Ma ancor più grave sono le difficoltà che si presentano lungo la spiaggia, come emerge dal racconto dei tre operatori. Fino all’anno scorso, infatti, Ortona Ambiente era chiamato alla raccolta dei rifiuti speciali quali sono, ad esempio, le alghe. Gli stabilimenti pulivano i tratti di loro competenza ed usufruivano di appositi cassonetti per depositare tutto il materiale, al cui smaltimento pensava per la società. Pare, però, che a questa non sia stato rinnovato il compito e, ad oggi, non c’è nulla di certo su chi sia addetto a questa funzione. E i cassonetti dedicati si contano sulla punta delle dita sul lido, i balneatori fanno quel che possono. Urge trovare al più presto una soluzione. «Il fetore che le alghe emanano è insopportabile», constatano gli imprenditori. «Tra Imu e Tasi paghiamo tariffe altissime», aggiungono, «ma il Comune non ci fornisce nemmeno i servizi minimi. Non crediamo di meritare questo trattamento, ci sentiamo abbandonati. L’amministrazione comunale sa cosa significa turismo?», si domandano. «Non c’è nemmeno una segnalazione stradale che indichi il Lido Riccio», aggiunge Di Bartolomeo, mentre Tentucci pone l’accento sulla qualità delle acque ottimale «come dimostrano le recenti analisi dell’Arta». Anche sotto tale aspetto la loro idea è che il sindaco Vincenzo D’Ottavio potrebbe adoperarsi per tranquillizzare la popolazione. Ma intanto questi problemi si ripercuotono sull’affluenza in spiaggia «in netto calo rispetto agli anni passati», ammettono gli imprenditori. Si può rimediare?
Alfredo Sitti
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