Lido, sigilli allo stabilimento in costruzione

11 Febbraio 2021

Fossacesia. Blitz della Capitaneria di porto, sequestrato “Il Pirata”: depositati quattro esposti

FOSSACESIA. È stato sequestrato, in via preventiva, il contestato stabilimento balneare sul lungomare di Fossacesia. Dopo i primi controlli, ieri la Capitaneria di porto di Ortona ha apposto i sigilli al cantiere sul lungomare sud, finito al centro delle polemiche dopo la pubblicazione di alcune foto che mostrano le fondazioni in calcestruzzo a pochissimi metri dal mare. Per effetto dell’erosione marina la spiaggia negli anni si è ridotta e le mareggiate degli ultimi giorni hanno avvicinato ancora di più il cantiere al mare. Così, dopo le segnalazioni, sono scattate le verifiche sull’iter autorizzativo dello stabilimento “Il Pirata”. La Gte sas dell’imprenditore lancianese Paolo Paolucci ribadisce la massima disponibilità a collaborare con le autorità, tanto da aver già sospeso i lavori in autotutela. E ieri, su sollecitazione del sindaco Enrico Di Giuseppantonio, lo stop ai lavori è arrivato anche dall’ufficio tecnico del Comune di Fossacesia.
Sui contestati lavori in spiaggia sono partiti anche i primi esposti. Dopo una prima segnalazione verbale fatta domenica sera, in questi giorni diverse associazioni del Coordinamento Tu Vi.Va. hanno depositato 4 diversi esposti alla Procura di Lanciano, alla guardia di finanza e a più enti, dalla Sovrintendenza al Comune di Fossacesia passando per la Regione, per chiedere che sia fatta luce. «La legge», ricordano le associazioni, «obbliga a mantenere libera una fascia di 5 metri dal bagnasciuga per permettere il libero transito a persone e mezzi di soccorso. Il Piano paesistico impone, inoltre, di usare sulla spiaggia materiale facilmente amovibile e non certo calcestruzzo e fondazioni profonde metri». Negli esposti si chiede altresì di verificare se sia stata svolta la procedura di Valutazione di incidenza ambientale «essendo il cantiere a soli 50 metri dal Sito d’interesse comunitario della Foce del Sangro, a testimonianza del valore naturalistico e paesaggistico dell’area», nonché «la correttezza e la legittimità delle eventuali autorizzazioni rilasciate e, in caso di sopraggiunte variazioni della linea di costa e dello stato di fatto, se queste siano state tempestivamente comunicate dall’impresa e dal direttore dei lavori agli enti per il necessario riesame della pratica». (s.so.)
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