Lin Lin: crediamo in Sixty

L’amministratore del fondo Crescent Hide Park conferma il piano per il rilancio
CHIETI. I numeri sono stati confermati e questa volta dal rappresentante, in carne e ossa, di Crescent Hyde Park, il fondo panasiatico che ha base a Singapore. Lin Lin, nel vertice tenuto ieri mattina al ministero dello Sviluppo economico, ha ribadito la volontà del Gruppo di rimanere a Chieti e di traghettare la Sixty distribution verso la rotta del rilancio. Progetto confermato, ma nessuna speranza in merito alla possibilità di aumentare il numero dei dipendenti ripescati dalla Sixty Spa, società che invece si avvia verso l’epilogo del concordato preventivo in continuità. Per ora, solo 52 professionisti della moda continueranno ad avere un futuro nella sede di via Piaggio. Per gli altri 250 il buio pesto. «I numeri non corrispondono alle esigenze di reintegro di tutti i lavoratori lasciati a casa» commenta a caldo l’assessore regionale alle attività produttive Giovanni Lolli «la Regione è indubbiamente interessata al progetto di rilancio, ma la nostra priorità è quella di assicurare un futuro lavorativo a 250 persone. E per ora, la proprietà è stata molto chiara, reintegrare quel numero di unità è fuori discussione». Ora la Regione dovrà darsi da fare per trovare altre aziende in grado di riassorbire gli «esuberi» di Sixty «semior».
Soddisfatto dell’incontro, invece, il presidente di Confindustria Chieti-Pescara, Paolo Primavera: «L’amministratore delegato del fondo cinese ha personalmente confermato il progetto di rilancio. E questo è un dato p importante che conferma anche la volontà di continuare ad investire in Italia, in Abruzzo e in modo specifico nell’area teatina. La Crescent ha già investito100 milioni di euro, 50 dei quali per ripianare vecchie pendenze economiche. Ora» riprende Primavera «il loro obiettivo è quello di far ripartire l’azienda anche se sarà impossibile farlo con i vecchi numeri. Mister Linn ha comunque dichiarato di credere in questo progetto il cui fulcro è lo stabilimento teatino». Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore generale di Sixti distribution Domenico Gentile e dall’amministratore della newco Paolo Bodo. Entrambi hanno ribadito quelli che saranno i passaggi cruciali per il rilancio della newco: in tre anni l’azienda di Chieti Scalo tornerà ad essere la mente pensante di marchi conosciuti in tutto il mondo come Miss Sixty, Energie, Murphy&Nye e Refrigiwear. Per ora i posti di lavoro salvati sono 238 di cui 186 impiegati nella rete retail Italia e 52 sul territorio teatino, più 75 impiegati nella rete retail Europa. E allo Scalo avverranno la progettazione dei capi d’abbigliamento e il controllo della produzione e della distribuzione. Delusi invece i sindacati anche se per la Cgil il risultato dell’incontro era scontato. «Non si è aperto alcuno spiraglio sul futuro dei 250 lavoratori rimasti senza lavoro» commenta Giuseppe Rucci, segretario della Filctem-Cgil «ora tocca alle istituzioni, in primis la Regione, trovare una soluzione per dare futuro e speranza a chi ha perso il posto». Poi l’invito di Rucci a lavoratori e lavoratrici, quello di partecipare allo sciopero nazionale di Roma del 25 ottobre.
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