Linea Gustav, aperto il Sentiero della Libertà

CIVITELLA MESSER RAIMONDO . Aperto nei giorni scorsi il Sentiero della Libertà sulla Linea Gustav, un primo tassello che si inserisce nel progetto di valorizzazione territoriale, voluto dal Comune,...
CIVITELLA MESSER RAIMONDO . Aperto nei giorni scorsi il Sentiero della Libertà sulla Linea Gustav, un primo tassello che si inserisce nel progetto di valorizzazione territoriale, voluto dal Comune, che si completerà con la realizzazione del museo di guerra della Linea Gustav e dei percorsi della memoria. Il progetto, realizzato in collaborazione con il Parco Nazionale della Maiella, guidato dal presidente Lucio Zazzara, e dal direttore Luciano Di Martino, è finanziato dal bando del ministero dei Beni culturali “Bellezza Italia” del 2016. Il prossimo 15 agosto sarà organizzata un’escursione guidata sul sentiero, con partenza dalle 6 vicino la villa comunale di Civitella. È un sentiero fruibile da tutti, alla scoperta dei luoghi dove erano poste le difese della Linea Gustav nell’inverno del 1943, immerso nei boschi di faggio, e dove è anche possibile ammirare la grotta Caprara, che conserva pitture rupestri del neolitico. Il sentiero sarà inserito nelle prossime edizioni della carta escursionistica del Parco Nazionale: la prima parte è identificata come H5 mentre la seconda, che arriva fino a Lama Dei Peligni, con la nuova sigla H11. «Una linea tra memoria, paesaggi, luoghi e permanenze dell’ultimo conflitto mondiale», afferma Zazzara, che aggiunge: «Uno dei cammini più importanti e più lunghi della nostra montagna che mette insieme quel che resta della Linea Gustav, il fronte col quale i tedeschi tentarono di resistere all’avanzata degli Alleati; il teatro dei gesti eroici dei partigiani della Brigata Maiella». «In poco tempo», precisano il sindaco Danilo D’Orazio e il consigliere comunale Adele Garzarella, «abbiamo rintracciato il sentiero e sistemato la cartellonistica per metterlo a disposizione di chi volesse fruire del nostro territorio e di tutta la valle Aventino, che abbiamo denominato Valle della Libertà, in nome di quella libertà che 75 anni fa i nostri partigiani, collaborando e combattendo con l’esercito alleato, restituirono ai nostri avi e a noi».

