Lite per gli stipendi, vetro sfondato all’auto

Diverbio nel cantiere di Palazzo d’Achille tra operai e imprenditore fermato dall’intervento della polizia
CHIETI. Una lite scoppiata per soldi in piazza San Giustino, il finestrino di un’auto spaccato e l’intervento della polizia tra i curiosi. È successo nel primo pomeriggio di ieri nel cantiere di Palazzo d’Achille.
All’improvviso, dal cantiere del palazzo municipale sono partite delle urla che hanno richiamato fuori dai locali anche gli esercenti di piazza San Giustino. E dalle grida sembra che si sia passati anche alle mani con il rumore del lunotto di una Reanult Kadjar mandato in frantumi. I commercianti della zona hanno chiamato il 113 e una squadra della Volante si è presentata nel cantiere per chiedere cosa fosse accaduto. Sul posto, i poliziotti hanno trovato tutti e 4 i protagonisti della litigata: in base alla prime informazioni raccolte dagli agenti della questura, il diverbio sarebbe scaturito per motivi di soldi. Un imprenditore, accompagnato da un consulente avvocato, si sarebbe presentato nel cantiere per consegnare agli operai le buste paga ma non gli stipendi. Due fratelli macedoni avrebbero preferito avere i loro soldi senza aspettare e, da qui, sarebbero volate parole grosse: «Quando vediamo i soldi?», avrebbe chiesto uno dei due. Poco dopo, in piazza San Giustino, si è sentito il rumore dei vetri rotti. I poliziotti hanno scoperto che la macchina danneggiata è di proprietà della figlia dell’imprenditore.
All’arrivo della Volante, imprenditore, consulente e i due operai hanno tentato di spiegare l’accaduto e ognuno ha fornito la propria versione: la lite potrebbe non avere strascichi giudiziari visto che nessuno ha visto l’altro spaccare il vetro.

