Lite per il segretario generale: il sindaco messo in minoranza

25 Ottobre 2022

Maggioranza spaccata sul ruolo della dirigente Labbadia: salta il rinnovo dell’intesa con Torrevecchia L’opposizione: «Ferrara delegittimato due volte». La replica: «Ne prendo atto, ma non finisce qui» 

CHIETI. La maggioranza del sindaco Diego Ferrara litiga sul ruolo del segretario generale Celestina Labbadia e in consiglio comunale mette in minoranza lo stesso Ferrara. Il sindaco, sostenuto solo da un manipolo di consiglieri, alla fine è costretto a cedere e a ritirare la delibera della discordia. Da giorni lo schieramento di centrosinistra e liste civiche non riesce a trovare l'accordo sul primo punto all'ordine del giorno del consiglio di ieri, il «rinnovo della convenzione per la gestione in forma associata delle funzioni di segreteria comunale tra il Comune di Chieti e il Comune di Torrevecchia Teatina». Il sindaco vuole continuare a suddividere con Torrevecchia la segretaria comunale, ma gran parte della sua maggioranza non è d'accordo. Pensa che la dirigente sia già oberata di lavoro a Chieti e che quindi la convenzione con Torrevecchia non vada rinnovata. Le riunioni di maggioranza si susseguono ma l'accordo non si trova. La questione arriva lo stesso in aula, al primo punto all'ordine del giorno. Ma in apertura di seduta, il consigliere di maggioranza Vincenzo Ginefra chiede un'inversione dell'ordine del giorno dei lavori consiliari, per posticipare il punto sul rinnovo della convenzione con Torrevecchia. Il sindaco si oppone: la richiesta va al voto e la gran parte dei consiglieri di maggioranza si schiera contro Ferrara votando a favore della richiesta e facendo sì che il punto venga trattato alla fine del consiglio. A votare in linea con il sindaco restano solo il presidente del consiglio comunale Luigi Febo e i due consiglieri Giulia De Gregorio Porta (nipote del sindaco) e Andrea Rondinini. Ferrara è costretto a incassare il verdetto e, a seguire, la richiesta di ritirare il partito di delibera avanzata dal consigliere di maggioranza Silvio Di Primio. «Sindaco delegittimato due volte dalla sua maggioranza», dicono i capigruppo di minoranza Serena Pompilio, Maurizio Costa, Mario Colantonio, Carla Di Biase, Giampiero Riccardo, Bruno Di Iorio e Mario De Lio, «la prima con i consiglieri che votano contro la sua volontà di trattare l’argomento in prima battuta. Poi incassa la sconfitta e si vede costretto al ritiro della delibera. Invitiamo il sindaco a fare le dovute riflessioni all’interno della maggioranza e capire se ha ancora la fiducia». Ferrara replica lapidario: «Pensavo che le riunioni di maggioranza fossero state sufficienti. Prendo atto che così non è. Vuol dire che riprenderemo la questione».