Lite per l’eredità, aggredito dai parenti

18 Gennaio 2019

Fara Filiorum Petri, 64enne picchiato dall’anziana madre e dal nipote ora rinviati a giudizio

CHIETI. Erano già in lite per motivi di eredità e di vicinato. Finché i dissidi sono sfociati in una sorta di faida familiare: A.T., 64 anni, è stato offeso e picchiato dalla madre di 86 anni e dal nipote 28enne a tal punto da cadere a terra, battere la testa e perdere i sensi. «Uccidilo questo porco»: così l’anziana, stando all’accusa del pm Giuseppe Falasca, incitava il nipote. Per quell’episodio, avvenuto a Fara Filiorum Petri il 23 gennaio del 2018, ci sarà un processo. La donna, T.C le sue iniziali, e il giovane aggressore, G.A., sono stati rinviati a giudizio dal gup Luca De Ninis: prima udienza il 4 luglio. La vittima, che si è costituita parte civile con l’avvocato Giovanni Angelucci, chiede un risarcimento di 50mila euro.
«Il 23 gennaio», ha denunciato A.T. davanti ai carabinieri di Rapino, «dopo aver pranzato con la mia famiglia, sono andato nel cortile della mia abitazione per prendere della legna da ardere. Lì ho incontrato mia madre e mio nipote che ha iniziato a inveire contro di me con offese e cattiverie gratuite. T.C., incitato dalla nonna, mi ha detto: “Io ora vengo lì e ti uccido”. A quel punto ha scavalcato un muretto e si è avventato contro di me colpendomi brutalmente al volto, in particolare all’occhio sinistro, facendomi rovinare al suolo».
L’uomo racconta di aver provato ad alzarsi, ma il nipote lo avrebbe spintonato con entrambe le mani: «Ho perso l’equilibrio e sono di nuovo caduto battendo bruscamente la testa contro il pavimento del cortile. A causa dell’aggressione, ho perso conoscenza per una ventina di minuti e ho riportato un taglio alla testa. Le urla di mia figlia, che ha assistito all’intera scena, hanno richiamato l’attenzione del vicinato. Nel frattempo è intervenuta una pattuglia dei carabinieri. È emerso che mia madre ha continuato a inveire contro di me, anche se ero privo di sensi, gridando: “Ma non è morto questo porco?”».
Il ferito è stato ricoverato in ospedale, nel reparto di Neurologia, e ha avuto una prognosi di 60 giorni. Una volta dimesso, l’uomo ha formalizzato la denuncia chiedendo anche 50mila euro di risarcimento per danni fisici e morali. E adesso la madre e il nipote si ritrovano sotto processo con l’accusa, rispettivamente, di lesioni aggravate e concorso nello stesso reato. (g.let.)
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