Lite per la luce pubblica: assessore aggredito

15 Marzo 2018

CELENZA SUL TRIGNO. Un momento di nervosismo potrebbe costare caro a un giovane operaio di Celenza sul Trigno. L’uomo, dopo una discussione, ha colpito un assessore del paese al suo primo incarico,...

CELENZA SUL TRIGNO. Un momento di nervosismo potrebbe costare caro a un giovane operaio di Celenza sul Trigno. L’uomo, dopo una discussione, ha colpito un assessore del paese al suo primo incarico, Yvan Valentini, 26 anni, procurandogli un trauma. L'assessore ha dovuto far ricorso alle cure della guardia medica. Il cittadino, F.D., anche lui giovane, è stato denunciato dai carabinieri. Il sindaco del paese, Walter Di Laudo, ha condannato il fatto, ma ritenendo il diverbio un fatto privato ha preso le distanze dall’accaduto. All’origine del litigio ci sarebbe l’illuminazione pubblica. F.D. da giorni reclamava il ripristino della luce nel quartiere in cui abita. Non sapendo che il servizio era stato appena ripristinato, martedì sera, incrociando in auto l’assessore, lo ha raggiunto. I due sono scesi dalle rispettive auto e hanno iniziato a discutere. La discussione è avvenuta nella zona del campo sportivo. Fra i due pare ci sia stato un vivace scambio di battute. Il tono è ben presto degenerato fino a quando F.D. ha perso il controllo di sé e ha colpito il rivale. In soccorso di Valentini sono intervenuti alcuni residenti e anche i carabinieri. Dopo qualche minuto la notizia si è diffusa in paese provocando stupore e sconcerto. I paesani sono parsi increduli. F.D. fino ad ora è sempre stato un giovane tranquillo. Lo stesso sindaco ha definito l’operaio una persona non violenta.
Nessuno sa cosa si siano detti i due rivali durante il colloquio e quale sia il particolare che ha fatto infuriare F.D.. L’illuminazione probabilmente è stao solo uno degli argomenti contestati all’amministratore. Al momento è ancora tutto da chiarire. Quel che è certo è che la vicenda avrà uno strascico giudiziario. «Si è trattato di un litigio per motivi privati», dice il sindaco Di Laudo. «La discussione è avvenuta lontano dal municipio. Certo non bisognerebbe mai alzare le mani e per questo condanno il gesto», conclude il primo cittadino. (p.c.)
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