Lite per la multa: due condanne

6 Aprile 2018

A processo vigile e automobilista: due mesi al primo e sei al secondo per lesioni

LANCIANO. Finisce con una duplice condanna la lite tra un vigile e un automobilista multato per un divieto di sosta. I fatti risalgono a cinque anni fa: prima si accese una discussione tra i due, poi passarono dalle parole alle mani fino ad arrivare alle denunce reciproche. La lite è finita così in tribunale. Il giudice onorario Vincenzo Chielli ha condannato il vigile Pasquale Lazari a due mesi di reclusione per lesioni, pena sospesa, e lo ha assolto dall’accusa di minacce; all’automobilista, Renato Centurione, sono stati inflitti sei mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e rifiuto di fornire le proprie generalità, pena sospesa. Dovrà anche risarcire il vigile in separata sede. La vicenda risale al 26 luglio 2013. Centurione, commerciante con un’attività in via Per Fossacesia, stava scaricando la merce davanti al suo negozio. Lazari, impegnato in controlli nella zona, aveva notato il mezzo in divieto di sosta. Il vigile si era avvicinato e aveva invitato il negoziante a mostrargli un documento d’identità per prendere i dati per la multa. L’uomo si era rifiutato in quanto la sosta era momentanea. La discussione si era animata e i due erano arrivati alle mani. Qui i racconti divergono. Secondo Centurione, Lazari gli avrebbe impedito di spostare l’auto «con condotte violente e minacciose»; poi avrebbe aperto lo sportello lato-guida e afferrato con violenza il braccio dell’uomo strattonandolo ripetutamente fino a farlo scendere dal mezzo. Da qui l’accusa di lesioni perché Centurione avrebbe riportato “escoriazioni all’avambraccio sinistro e reazione acuta da stress con sindrome ansioso depressiva” (40 giorni di prognosi). La versione del maresciallo della polizia municipale è, invece, che Centurione, dopo essersi rifiutato di fornire le generalità, sarebbe salito in auto e avrebbe tentato di investirlo per fuggire via. Il vigile ha riportato contusioni agli arti inferiori e superiori con una prognosi di 7 giorni. Il pm Delfina Conventi aveva chiesto 9 mesi di reclusione a testa. I due possono ora presentare appello. (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.