Lite per la musica troppo alta: ferisce il vicino a colpi di forbici

Una donna di 35 anni indagata per lesioni aggravate: «Con quei rumori non riesco a dormire» Denunciata anche la vittima: i carabinieri trovano nel suo appartamento un machete e due pugnali
CHIETI. È finita a colpi di forbici una lite condominiale scoppiata a Chieti per la musica troppo alta. Un uomo di 47 anni è stato trasportato in ospedale: a ferirlo a un braccio è stata la vicina di casa, una donna di 35 anni, ora indagata con l’accusa di lesioni personali aggravate. Ma anche nei confronti dell’aggredito è scattata una denuncia, perché aveva nel suo appartamento un machete con la lama di oltre 35 centimetri e due pugnali, armi bianche detenute abusivamente. È successo lunedì, quando l’intervento immediato dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena, ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.
Il primo round del litigio si consuma nel pomeriggio. Al 112 arriva la segnalazione di un’animata discussione tra condomini. Una pattuglia, allertata dalla centrale operativa, si precipita sul posto e trova la 35enne fuori di sé. La donna inveisce contro l’uomo che abita al piano superiore: dice che ha la musica sempre a tutto volume e che, per colpa sua, non può dormire. Assicura di averlo denunciato in più occasioni, ma senza esiti. La situazione sembra tornare alla normalità, anche perché al momento dell’arrivo dei militari non c’è alcun rumore molesto. A distanza di poco più di un’ora, però, i carabinieri sono costretti ad intervenire di nuovo. Stavolta a richiedere l’intervento è proprio il 47enne accusato dalla vicina di avere lo stereo a palla a tutte le ore. L’uomo riferisce che, poco prima, la donna aveva preso a calci e pugni la sua porta. Allo stesso tempo i militari si accorgono che, su un mobile vicino all’ingresso, c’è un machete. A questo punto decidono di perquisire l’appartamento e spuntano anche due pugnali. Si tratta di armi bianche che, secondo il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, andrebbero denunciate: ecco perché scatta il sequestro e l’uomo viene segnalato alla procura della Repubblica di Chieti per un reato che prevede l’arresto da tre a dodici mesi o l’ammenda fino a 371 euro. Ma non è finita qui. Perché una nuova lite scoppia di sera, subito dopo cena. Il 47enne racconta che, dopo l’ennesimo diverbio avuto in strada con la vicina, lei lo ha colpito due volte al polso con una lama tirata fuori dalla borsa. Quando i carabinieri salgono nell’appartamento della donna, lei fornisce una versione diversa, ovvero che ha subito un’aggressione e si è solamente difesa. Fatto sta che, nella sua borsa, c’è ancora un paio di forbici con le macchie di sangue. Il ferito si fa accompagnare al pronto soccorso: viene dimesso con 15 giorni di prognosi. La serata della 35enne, invece, finisce in caserma. Adesso rischia una condanna fino a tre anni.
Nel periodo dell’emergenza coronavirus, sono cresciuti gli interventi delle forze dell’ordine per le liti tra vicini. Parcheggi contesi, questioni di viabilità, incomprensioni o rumori molesti: basta poco, pochissimo per accendere la scintilla. Stesso discorso per le discussioni in famiglia. Dal marito che se la prende con la moglie perché non ha stirato bene i vestiti fino all’operaio che picchia la sorella perché non è soddisfatto del pranzo: si litiga per tutto.
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