Lite per un parcheggio, picchiato a sangue

Botte alla notte bianca. A processo tre teatini: «Automobilista colpito alla testa con una stampella»
CHIETI. Si ritrovano sotto processo con l’accusa di aver pestato a sangue, a colpi di stampella, un automobilista dopo la lite scoppiata per un parcheggio. Tre teatini – F.D.P. di 63 anni, M.C. (65) e A.D’O. (49) – devono rispondere di lesioni personali aggravate e violenza privata. La vittima, A.C. (45), residente in città e originario di Taranto, si è costituita parte civile: dopo il ricovero in prognosi riservata, ha riportato lesioni giudicate guaribili in un mese. L’episodio, avvenuto a Chieti Scalo nel corso della notte bianca, risale a più di quattro anni fa. Il caso è tornato ieri mattina davanti al giudice Chiara Di Gerio (pm d’aula Natascia Troiano): la sentenza è attesa per il prossimo ottobre. I carabinieri della stazione di Chieti Scalo hanno ricostruito i fatti sulla base della testimonianza dell’aggredito e dei successivi accertamenti. Secondo l’accusa, dunque, la violenza è esplosa il 20 settembre del 2015 quando, al termine della serata trascorsa con gli amici, A.C. è andato a riprendere la sua Mercedes classe A parcheggiata all’interno di un’area condominiale di via Ortona, «con le ruote anteriori sull’aiuola di un giardino». L’automobilista ha raccontato di essere stato rimproverato e offeso da F.D.P., che abitava in quel palazzo, nonostante si fosse scusato più volte per il parcheggio inappropriato. Ma le minacce e gli insulti sono proseguiti: «Ti apro la testa. Hai visto che hai combinato, pezzo di m..., figlio di p... Se non te ne vai ti do una testata». Dopo qualche minuto, è scattata l’aggressione alla quale hanno partecipato anche due conoscenti di F.D.P, di cui uno, M.C., camminava aiutandosi con le stampelle. Gli imputati, riassume il sostituto procuratore Marika Ponziani, «in concorso tra loro, spintonavano A.C. e lo colpivano sulla fronte con una stampella». I tre, sempre in base alla denunciato, hanno proseguito con le intimidazioni: «Vattene a f..., non hai capito con chi hai a che fare». M.C. avrebbe poi aggiunto: «Adesso se hai il coraggio picchiami e non permetterti di andare a denunciare, altrimenti avrai dei problemi peggiori rispetto a quello che ti è capitato stasera». L’automobilista ha riportato un’emorragia cerebrale ed è stato ricoverato per alcuni giorni nel reparto di Neurologia dell’ospedale Santissima Annunziata.
Gli imputati, che respingono le accuse, sono difesi dagli avvocati Rocco Di Sipio, Tiziano Ferrante, Ivan Notaristefano e Silvano Di Paolo. (g.let.)
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