Lite sul nuovo ospedale: «Deve restare in centro»

Pd e Art.1 attaccano l’opposizione che vorrebbe spostare il presidio in periferia Madonna e Severo: delocalizzare significa espropri costosi e decenni di attesa
LANCIANO. «Basta discussioni su dove costruire il nuovo ospedale: bisogna procedere uniti e compatti come sta facendo il Vastese per realizzarlo dove è ora, in via Del Mare. Abbiamo l’area e gli atti regionali pronti, la copertura finanziaria prevista e che magari beneficerà anche di nuovi strumenti come Recovery Found o Mes: basta esitazioni». Sono i segretari del Pd, Rosetta Madonna e di Art.1 Lanciano-Val Di Sangro, Marco Severo, a tornare sulla questione del nuovo ospedale che la città attende da oltre 20 anni e che l’assessore regionale Nicoletta Verì ha confermato sarà fatto, dopo aver chiarito che non ci sarà una fusione con l’ospedale di Vasto, ma che il centrodestra cittadino ha rimesso in discussione per quanto concerne la sua collocazione. La maggioranza ha scelto 4 anni fa l’area attuale, la minoranza ha proposto di delocalizzare il presidio verso Sant’Onofrio.
«Il Vastese si è compattato attorno alla programmazione del governo D’Alfonso/Paolucci sull’edilizia sanitaria che prevede il nuovo San Pio nell’area di Pozzitello», dicono i due segretari, «invece è sconcertante la piega presa dal centrodestra lancianese, sempre reticente a confermare con un voto favorevole in consiglio la scelta dell’ospedale Renzetti in centro e rilancia l’idea di spostarlo in periferia. L’amministrazione Pupillo dal 2011, memore dello scippo della sede della Asl di Lanciano/Vasto operata dalla destra, ha da subito ribadito con forza la scelta dell’attuale area del Renzetti per il nuovo ospedale, in posizione baricentrica tra Sangro/Aventino e Costa dei trabocchi, e in difesa del commercio e delle attività del terziario in centro, considerando la presenza in Val di Sangro anche dell’ospedale di Atessa». Ma ci sono anche motivi legati al tempo e agli espropri a far protendere il centrosinistra per la costruzione di un monoblocco di 5 piani nell’area dove oggi ci sono obitorio e eliporto, accanto la variante frentana. «Mettere in discussione gli atti esistenti, frutto di una concertazione Regione/amministrazione durata anni», precisano Pd e Art.1, «farebbe perdere altri decenni. Espropriare nuove aree poi avrebbe una ricaduta ambientale inaccettabile dovendo consumare suolo per altri 7/10 ettari, avrebbe un costo notevole e lascerebbe in balia di una nuova speculazione l’attuale area dell’ospedale in centro. Basta, quindi, mettere in discussione la localizzazione: bisogna procedere compatti per avere il nuovo presidio nell’attuale aerea per dare una risposta innovativa e sanitaria a Lanciano ed a tutto il comprensorio che vede anche l’ospedale di Atessa». In attesa del nuovo ospedale il vecchio deve funzionare e ha bisogno di personale. «Soprattutto anestesisti», chiudono Madonna e Severo, «che incidono sulle sedute operatorie e sull’attività chirurgica. Con appena 13 anestesisti si è oggi toccato il punto più difficile di sempre ed è necessario immediatamente che la Asl, colpevole di tenere ingessata la situazione attraverso le mobilità, ne rafforzi l’organico».

