Lite sul nuovo piano regolatore: «Così la costa viene distrutta»

Stamattina la passeggiata dalla stazione fino a San Vito organizzata dalle associazioni ambientaliste L’iniziativa per dire no allo strumento urbanistico. Appello al Comune: «Stop alla cementificazione»
ORTONA . Una passeggiata a piedi o in bici dalla stazione di Ortona a San Vito marina per dire no alla cementificazione della Costa dei trabocchi. È l’iniziativa in programma stamattina, organizzata dal coordinamento dell’associazione ambientalista Tu.Vi.Va. per comprendere cosa prevede il nuovo piano regolatore di Ortona e «in che modo possiamo opporci proponendo una visione alternativa di territorio per una città pensata per gli abitanti e per un turismo sostenibile», dicono gli organizzatori.
Sono previsti anche gli interventi del geologo Luigi Carabba, dell’architetto Pierluigi Vinciguerra, presidente di Italia Nostra Lanciano, del professor Piero Caruso, della San Giorgio Scuola Eduform, della professoressa Barbara Pambianchi della Compagnia Acquabella, e del sindaco di San Vito Emiliano Bozzelli. «Un incontro che ha l’obiettivo di sviluppare e stimolare il dibattito sul tema della tutela del paesaggio culturale, dell’ambiente naturale ed urbano, della compatibilità ambientale, del rispetto della memoria, della convivenza tra antico e nuovo poiché essi rappresentano tutti elementi di assoluta importanza ed urgenza che fanno capo alla partecipazione», spiega Vinciguerra. «Il Comune di Ortona elabora e si accinge ad approvare un prg sovradimensionato, prevedendo un aumento della popolazione dagli attuali 23.400 residenti ad oltre 34mila, sostenendo tra l’altro che il 20% delle abitazioni esistenti non sono occupate».
Secondo Italia Nostra si registra una serie di criticità: «È un piano regolatore che avrebbe dovuto favorire azioni di salvaguardia dei luoghi, agevolare l’accessibilità ai visitatori, promuovere la pedonalizzazione con un approccio rispettoso, al contrario prevedono la realizzazione di edilizia residenziale proprio nelle vicinanze delle aree sottoposte a vincolo. Le attrezzature pubbliche che avrebbero dovuto riqualificare le aree vincolate consistono in opere altamente impattanti e deturpanti con una diffusa edificazione turistica che non trova ragione in prossimità delle riserve meta di turisti come luogo di visita favorendo così l’induzione di un pendolarismo congestionante e inquinante».
Quindi l’appello: «L’associazione Italia Nostra sezione di Lanciano e il raggruppamento delle associazioni Tu.Vi.Va. invitano l’amministrazione comunale a riconsiderare le scelte progettuali compiute che contraddicono le finalità di un piano, con un diverso approccio e una rinnovata impostazione, un piano non di edificazione, ma di salvaguardia di quell'irripetibile bene culturale e ambientale costituito dalla costa dei trabocchi che rappresenta una testimonianza della storia del territorio affidata alla cura attenta e responsabile dei cittadini del litorale ma che appartiene al patrimonio culturale ed identitario dell'intera regione e dell'intero Paese».
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