Litorale distrutto dal mare «Ci vogliono le scogliere»

1 Aprile 2018

Casalbordino. Il gruppo consiliare Il Sole critica il sindaco e la sua ex giunta «L’intervento di ripascimento è costato milioni di euro ed è stato fallimentare»

CASALBORDINO. Luglio 2017. Vengono utilizzati euro 385.000 per il ripascimento del litorale. «Quei soldi», protesta il gruppo consiliare de Il Sole, «sono stati buttati letteralmente “in mare” con un intervento a stagione in corso e quanto mai inefficace». Dopo quello che è successo la settimana scorsa la protesta del gruppo consigliare Il Sole di Casalbordino si riaccende.
«C’è ancora qualcuno che chiede soldi alla Regione per i ripascimenti», annota Alessandro Santoro. «Non è tollerabile questo sperpero di denaro pubblico per salvare sempre e solo una stagione e solo sul lato sud. Sono interventi inconcludenti che non risolvono il problema e che, sommati negli anni, ormai contano diversi milioni di euro spesi nel peggiore dei modi. Oltretutto per il lato nord non è stato fatto nulla. E invece proprio a nord c’era una spiaggia che era il nostro fiore all’occhiello, ad oggi non c’è più nulla».
A parere del rappresentante dell’opposizione consiliare il progetto che si sta seguendo da oltre 25 anni, visti i risultati, si è rivelato fallimentare, nonostante fosse stato elaborato da luminari del settore. «Forse», aggiunge la consigliera Marianna Di Risio, «bisognava intervenire già molto tempo fa con una diversa soluzione al problema, senza perseverare in provvedimenti assolutamente inefficaci, impiegando ingenti finanziamenti pubblici di cui sarebbe stato meglio non fruire, vista la totale mancanza di risultati e di conseguenza lo sperpero di denaro». Marianna Di Risio invoca, quindi, l’intervento di esperti del settore che hanno già trovato sistemi risolutivi per fermare l’erosione in altre realtà. «Casalbordino», ricorda l’esponente politica, «è un paese a vocazione turistica e per questo ci impone di fare tutto nel più breve tempo possibile per poter recuperare questo settore trainante».
All’opinione della Di Risio si aggiunge quella di Giuseppe Vaccaro. «Non serve», dice Vaccaro, «aspettare la primavera per piangere, la situazione va affrontata nei modi e tempi giusti lavorando a preventivo e non a consuntivo. Bisognava agire guardando i nostri vicini che hanno saputo intervenire subito sull’erosione e ottenere spiagge che offrono grande opportunità per i cittadini creando economie di nicchia».
Il gruppo consiliare del Sole ricorda il proprio programma. «La soluzione auspicata e mai perseguita negli anni», annota l’opposizione, «resta il rafforzamento della barriera di scogli sommersa. Un, intervento uguale a quello di realtà balneari vicine che stanno raccogliendo successi con il turismo estivo. Il sindaco Marinucci», conclude la nota, «è la stessa persona che fino a qualche anno fa ha fatto parte della giunta che ha partecipato agli interventi-tampone rivelatisi quanto mai inutili ed inefficaci. Ora auspichiamo, per il bene del nostro territorio, che egli persegua e perori fino in fondo e nelle sedi opportune la soluzione del rafforzamento della scogliera come metodo a contrasto dell'erosione». (p.c.)
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