«Lo hanno pestato non è caduto»
«È stato aggredito, gli hanno sbattuto parecchie volte la testa a terra. C’è stato accanimento, violenza, per questo Umberto non si è salvato». Non crede alla caduta provocata da un pugno secco...
«È stato aggredito, gli hanno sbattuto parecchie volte la testa a terra. C’è stato accanimento, violenza, per questo Umberto non si è salvato». Non crede alla caduta provocata da un pugno secco sferrato al volto Paola Ranieri, cugina dell’artista 55enne deceduto dopo tre giorni di agonia. «C’era massa cerebrale a terra, questo dice tutto», sottolinea la donna, «se fosse caduto semplicemente dritto, probabilmente si sarebbe salvato. Questo bastardo deve essere preso. Non sapremo come sono andati realmente i fatti se qualche testimone non parla. Noi ci siamo attivati da subito e ora proseguiremo. Ci sarà l’autopsia e tutto quello che serve. I carabinieri stanno lavorando nella zona dell’aggressione, con le telecamere. Speriamo che qualcuno che ha visto, coscientemente parli. Mio cugino era mite, generoso, aiutava tutti. Se li portava perfino a casa per senso umano, per aiutarli se avevano delle difficoltà». (s.so.)

