Lo screening di massa forse slitta Si punta a un’adesione più forte

24 Gennaio 2021

Vertice in municipio sull’organizzazione del maxi esame: resta fissata per ora la data del 30 gennaio All’appello della Asl hanno risposto soltanto 11 tra medici e infermieri: ne servirebbero trenta

CHIETI. Palazzetti dello sport, altri spazi comunali e scuole (ma in questo caso solo per alunni, familiari e personale scolastico) come sedi dello screening di massa con i tamponi rapidi. Il Comune è al lavoro per partire sabato 30, ma il sindaco Diego Ferrara avverte: «Non è una corsa contro il tempo, non prepariamo la città a una gara, ma a una campagna che deve essere il più possibile ampia per essere efficace». Come dire che non è importante partire presto, quanto organizzare tutto al meglio. E non è escluso, dunque, che Chieti possa partire con una settimana di ritardo.
Nel frattempo ieri Ferrara e l’assessore comunale alla sanità Giancarlo Cascini hanno tenuto altre due riunioni sull’organizzazione dei test. Per quanto riguarda le sedi, «è nostra intenzione», dicono sindaco e assessore, «operare su una decina di sedi cittadine, che siano facilmente raggiungibili anche a piedi, ma ben fornite di parcheggi e dotate di comfort e linea internet, su queste sedi vorremmo attivare almeno 20 postazioni di prelievi. Con il Centro operativo comunale e le associazioni di protezione civile cittadine, abbiamo già predisposto un programma per il coinvolgimento di personale e volontari. Stiamo mobilitando tutte le nostre forze per coprire i profili amministrativi richiesti dal protocollo Asl, anzi, daremo personalmente man forte alla macchina organizzativa, scendendo in campo personalmente come giunta comunale e insieme ai consiglieri comunali di maggioranza che hanno già dato la propria adesione, ma l’invito è esteso a tutti i consiglieri». Quanto all’utilizzo delle scuole, si è pensato di aprirle solo agli studenti alle loro famiglie e al personale scolastico e questo solo in quei plessi che aderiranno. Altro problema è quello della carenza di personale medico-infermieristico. All’appello della Asl hanno risposto solo in 11 tra medici e infermieri, ma ne servirebbero almeno 30. Sindaco e assessore fanno un appello «sia ai medici, che alle categorie di farmacisti e infermieri, perché si mettano a disposizione per la rilevazione dei tamponi». Si prevede un’adesione di circa 20mila cittadini. (a.i.)
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