Lo show di Cocco al convegno sui megaparcheggi

18 Ottobre 2014

Il costruttore spara a zero contro Febo, la platea si gela In prima fila davanti a De Cesare spunta anche il sindaco

CHIETI. Poteva essere l'occasione per una resa dei conti dopo il fallimento del progetto EcoEsse-Blu Parking, il grande parcheggio a valle del terminal bus che la scala mobile avrebbe collegato direttamente al centro storico. E il convegno con i massimi specialisti nazionali di project financing e parcheggi -"Il parcheggio che cambia la città"- organizzato dai giovani dell'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) d'Abruzzo e di Chieti ha difatti fornito la scintilla. Con contorno di siparietto polemico dopo due ore di lavori filati tranquilli, con il sindaco Umberto Di Primio che da tempo aveva abbandonato la sala conferenze di Palazzo de' Mayo. Tutto è cominciato quando ha preso la parola Luigi Febo, assessore comunale ai Trasporti nella giunta Ricci, dal 2004 al 2009. Dalla platea s'è levato l'urlo di Teresio Cocco, l'imprenditore proprietario di quel terreno destinato a ospitare il megaparcheggio. «Finiscila di parlare», ha apostrofato Febo, «tu che insieme a quegli altri hai rovinato questa città, e ora hai la sfrontatezza di candidarti, così si dice, a sindaco nel 2015», e giù con epiteti su Ecoesse. Poi Cocco ha abbandonato il suo posto, e rivolto al tavolo dei relatori, «se quello continua, me ne vado», ed è uscito. Davanti a un uditorio esterrefatto ha preso la parola Massimo Ricchi, autorità in materia di finanza di progetto al ministero di Infrastrutture e Trasporti, che insieme a Angelo De Cesare, vice nazionale di Ance Opere pubbliche e presidente dei costruttori teatini ha invitato Cocco a rientrare. Con l'imprenditore che ha ripreso posto tra gli applausi, Febo ha concluso l’intervento, ma senza fare cenno alla gazzarra che aveva interrotto i lavori. «Un problema complesso, quello dei parcheggi a Chieti», ha detto, «perché ne andrebbe realizzato più di uno, tenendo conto anche dello Scalo». Risvolto, quello di un sistema multicentrico, che però non è nelle intenzioni dell'Ance giovani, piuttosto orientato a una struttura unica al servizio del Colle. «Che è il vero malato», precisa Federico De Cesare, presidente dei giovani costruttori abruzzesi, moderatore del convegno, «mentre la vecchia amministrazione aveva progettato un "people's mover", una viabilità che intendeva velocizzare i collegamenti tra Colle e Scalo, già oggi lontani appena tre minuti d'auto che diventano però un'ora, tanto occorre in media per trovare parcheggio nella città alta». Specialisti di alto livello, quelli che si sono ritrovati ieri alla fondazione. Come Laurence Albert Bannerman, segretario generale di Aipark, il vice presidente nazionale di Ance al Partenariato pubblico-privato Vincenzo Di Nardo e Nicola Tullo presidente dei geologi d'Abruzzo. La verità emersa parla di una speranza ancora in piedi per Chieti, città strozzata nella mobilità: il nuovo parcheggio dovrà essere concepito con serietà e rigore. E non dovrà essere opera al servizio delle fibrillazioni passeggere della politica.

Francesco Blasi