Lo sparo apre la novena e le feste

Sventolano le bandiere sulla Torre civica. Cattedrale aperta alle visite dei fedeli
LANCIANO. Un applauso alla fine dello sparo dei mortaretti sulla Torre Civica alle 13 di ieri ha segnato l’inizio della novena in onore della Madonna del Ponte, Regina del popolo frentano, e quel che resta delle feste di settembre. I riti religiosi (tranne la processione del 16 settembre) e i concerti ci sono, ma mancano tanti altri appuntamenti legati alla tradizione, a partire da quello che segnava il primo bagno di folla del settembre lancianese: la Fiera di Sant’Egidio il 31 agosto. Inizialmente Comune e comitato feste avevano provato a salvare la fiera del giocattolo e delle campanelle, pensando di sistemare i 184 ambulanti attesi per la giornata su tutto il centro cittadino. Ma, l’aumento dei contagi e l’ordinanza del sindaco Mario Pupillo che vieta feste e fiere ha chiuso ogni possibilità.
Domani non ci saranno le bancarelle degli ambulanti, il tintinnio delle campanelle e le urla di gioia o i capricci dei bimbi tra piazza Plebiscito e Corso, ma la festa che negli anni ha accolto altri oggetti oltre a giocattoli e campanelle non è morta. Molti commercianti, di oggettistica, di artigianato, hanno infatti nei negozi le campanelle. «Le nostre tradizioni non muoiono», dice Elisabetta Gaeta, che ha un negozio di oggettistica, «men che meno Sant’Egidio. Non ci sono le campanelle degli ambulanti, ma noi commercianti le abbiamo prese. Io sto vendendo le campanelle scaramantiche, ma soprattutto quelle che omaggiano le nostre tradizioni, con le "massaie" che mostrano taralli di San Biagio, arrosticini, bocconotti e prodotti locali. Il Covid sono convinta che non ferma le tradizioni, magari le modifica». (t.d.r.)

