Lo “sparo” delle 12 adesso è azionato dal timer

13 Novembre 2016

La tecnologia toglie al fuochino Di Vincenzo la necessità di salire tutti i giorni sulla torre civica

LANCIANO. «Dopo 26 anni, lo sparo l’ho visto». Lo sparo è quello che da quasi 150 anni indica il mezzogiorno in città e a parlare è Pio Fiore Di Vincenzo, fuochino ufficiale, e per ora ancora unico, del Comune. Ogni giorno, da 26 anni, Di Vincenzo prima delle 12 saliva i 126 gradini della torre civica, mescolava le polveri e faceva esplodere il colpo di cannone che indica proprio mezzogiorno. Ora, però, non dovrà salire ogni giorno sulla torre e potrà godersi lo sparo come gli altri cittadini. Ad attivare la colubrina e sparare il tradizionale colpo è un meno romantico timer automatico. Nelle scorse settimane il Comune, grazie al contributo di 2mila euro della Anxanum Multiservizi Intercomunali, ha messo in sicurezza la colubrina e sistemato il timer che permette di programmare il colpo per il giorno dopo e non costringe Di Vincenzo a salire alle 12 perché può caricarlo anche in altri orari.

«Ricopro questo incarico da 26 anni», dice Di Vincenzo che ha un’apposita licenza e non percepisce compensi extra per questo lavoro, «e al momento sono l’unico che può farlo. Questo timer, che devo attivare, mi solleva dall’andare ogni giorno, ma resta il problema per malattie e ferie perché non c’è un sostituto. Un altro fuochino si trova ma il problema è nelle autorizzazioni». Inghippo tipicamente italiano: la burocrazia. La prefettura per dare il via libera a seguire il corso e ottenere la licenza vuole sapere che arma è. La colubrina in questione non è il cannone del Gianicolo ma un semplice cannoncino di segnalazione che era sulle navi. Ma il problema sta nel trovare il documento che lo attesta. «Questa colubrina è stata data dall’arsenale di Venezia», ricorda Di Vincenzo, «nel 1981 in sostituzione di quello che sparava dal 1867, da quando iniziò la tradizione per una necessità tecnica. Ovvero l’orologio della Torre era in riparazione e bisognava segnalare il mezzogiorno ai cittadini così si recuperò il cannoncino dal fondaco dell’Arciconfraternita della carità sotto la cattedrale. Si ruppe e Venezia lo sostituì con la colubrina attuale: ma non si trovano i documenti che attestano che è un cannoncino». Venezia dopo due mesi ha incaricato un esperto del museo navale di La Spezia per certificare il tipo di arma. Che ora è anche automatica grazie al timer, e messa in sicurezza.

Teresa Di Rocco

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