Lo stadio resta al buio Chieti sconfitto a tavolino

Il Comune non accende le luci all’Angelini e la squadra femminile perde d’ufficio Multe per le docce fredde e il sottopasso allagato. Di Camillo: siamo abbandonati
CHIETI. Manca il tecnico del Comune autorizzato ad accendere le luci, lo stadio Angelini resta al buio e l’arbitro sospende la partita. Il Chieti calcio femminile perde 3-0 a tavolino, viene eliminato dagli ottavi della coppa Italia nazionale di serie C e punta il dito contro l’amministrazione. Non si placano le polemiche sulla gestione e l’utilizzo dell’Angelini. Dopo lo scontro tra Chieti calcio e Comune sul degrado della struttura e sulle condizioni pessime del manto erboso, anche la squadra femminile si unisce al coro di protesta. Sabato scorso, alle 15, le neroverdi hanno ospitato in casa il Salento per gli ottavi della coppa Italia. I tempi regolamentari sono terminati 0-0. Per disputare i supplementari, considerata la scarsa visibilità dalle 17 in poi, l’arbitro ha chiesto di accendere l’impianto di illuminazione artificiale, operazione che spetta ai tecnici del Comune. Nessuno, però, era presente. I dirigenti del Chieti hanno provato a rintracciare qualcuno, ma nessuno si è fatto vivo. L’arbitro ha sospeso la partita e il giudice sportivo ha inflitto alla squadra il ko a tavolino. «Dalla fine del primo tempo abbiamo provato a chiamare i numeri di emergenza dei responsabili del Comune», spiega l’allenatore neroverde Lello Di Camillo, «ma nessuno ci ha risposto. La negligenza del Comune ci rammarica perché facciamo tanti sforzi ed essere eliminati così fa male. Dopo aver portato alla ribalta il Chieti calcio femminile e dato visibilità alla città, ci sentiamo abbandonati». Anche la squadra femminile, così come quella maschile, si lamenta per la mancata manutenzione dello stadio. «Noi siamo in regola e paghiamo profumatamente, anche in anticipo, per utilizzare l’Angelini», dice il presidente Tommaso Gubbiotti, «eppure i problemi sono tanti. Il sottopasso che dagli spogliatoi porta al campo è sempre allagato. Siamo costretti a passare tra il pubblico e per questo abbiamo preso diverse multe. I termosifoni sono quasi sempre spenti e le docce sono costantemente fredde. Non c’è mai un custode, figura che dovrebbe essere garantita. Se sabato ci fosse stato, forse si sarebbe trovata una soluzione per accendere le luci. Chiediamo più rispetto perché ci sentiamo abbandonati». «Quello che è successo non deve più accadere», dice l’assessore allo sport Antonio Viola. «Nelle manifestazioni importanti almeno un responsabile del Comune deve essere presente. Chiarirò con gli uffici competenti. Io sono sempre a disposizione delle società. Se ci sono state delle mancanze da parte degli uffici, accerterò le responsabilità per evitare che si ripetano episodi spiacevoli».
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