Lo stadio riapre per la Vastese, ma il pubblico non potrà entrare

L’Aragona, chiusa per lavori, ospita sabato la gara con il Fano che non vuole giocare ad Agnone Il presidente Bolami: invito i tifosi ad accogliere la squadra fuori per trasmetterle tanta vicinanza
VASTO. La Vastese torna all'Aragona, ma i tifosi non potranno assistere al suo incontro con il Fano. L'anticipo del match a sabato pomeriggio e il rifiuto del Fano di spostarsi in Molise hanno spinto gli organizzatori a portare la partita nello stadio biancorosso ma a porte chiuse. Anche l'idea di giocare a Casalbordino è stata bocciata. La settima giornata di campionato del girone F di serie D, tornerà quindi a giocarsi a Vasto. Il fischio d’inizio è in programma alle 15.30.
«Si giocherà a porte chiuse», dice il presidente Franco Bolami. «Gli ultimi lavori all'arena avrebbero dovuto iniziare lunedì 10. Sono stati sospesi proprio per permettere alla Vastese di ricevere il Fano. Mi spiace per i tifosi che non potranno assistere alla partita. Mi piacerebbe però», dice Bolami, «che la tifoseria accogliesse la squadra fuori trasmettendo la propria vicinanza e il proprio entusiasmo. Per gli atleti è importante sentire l'affetto dei tifosi».
Lo stadio Aragona è chiuso da quasi un anno in attesa dei lavori di ammodernamento che partiranno il 17 ottobre. In diverse occasioni la risposta di pubblico c'è stata e anche tanto entusiasmo. Nel corso della presentazione della Vastese Calcio a fine agosto all'Arena Ennio Moricone, la squadra è stata accompagnata da interventi e annunci che hanno acceso di speranza il popolo biancorosso. Nonostante i problemi ancora da superare, il presidente Bolami conferma l'intenzione di scommettere sullo stadio Aragona con una gestione trentennale e un progetto che prevede la trasformazione dello stadio cittadino in un'arena per grande eventi sportivi e non solo. Un progetto ambizioso che potrà realizzarsi con la collaborazione di tutti gli imprenditori che vorranno far parte della grande scommessa sull'Aragona. «Intanto», ha detto il presidente, «anche facendo qualche sacrificio portiamo avanti il campionato. Del resto dopo una lunga e snervante attesa stano per partire i lavori di messa in sicurezza. Per gli inizi di novembre i biancorossi potrebbero tornare a giocare a Vasto».
Anche l'amministrazione comunale ha preso a cuore la vicenda. Sia il sindaco Francesco Menna che l'assessore allo sport Carlo Della Penna, hanno garantito che faranno il possibile per ridare ai tifosi vastesi uno stadio bello e a norma. Lo stadio deve il suo nome alla "Piana d'Aragona", terreno allora periferico alla municipalità che fu ceduto a titolo gratuito (25.000 metri quadri) dal Comune il 17 marzo 1924 alla prima società calcistica cittadina, la Us Vastese, per la costruzione di un impianto capace di ospitare oltre 2.000 spettatori per la visione di incontri calcistici, ippica e motociclismo. Nonostante numerosi progetti negli anni 70 lo spostamento del campo in altra zona della città non c'è mai stato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

