Lo storico Paziente racconta la Shoah ai ragazzi del Masci

31 Gennaio 2019

CHIETI. “Il Giorno della Memoria. Fatti e personaggi da ricordare. E perché”. Questo il tema di un incontro dei ragazzi delle classi quarta e quinta del Liceo scientifico Masci con lo storico Filippo...

CHIETI. “Il Giorno della Memoria. Fatti e personaggi da ricordare. E perché”. Questo il tema di un incontro dei ragazzi delle classi quarta e quinta del Liceo scientifico Masci con lo storico Filippo Paziente, svoltosi all’auditorium del museo universitario. Sul perché sia importante ricordare e, considerata l’età dei ragazzi, soprattutto far conoscere una delle pagine più drammatiche dell’umanità, si è intrattenuta la professoressa Stefania Ricciotti, docente di storia e filosofia del Masci e coordinatrice dell’iniziativa. «L’importanza della memoria, sollecitata attraverso episodi di prossimità», ha sottolineato la Ricciotti, «assume caratteristiche davvero incisive in adolescenti che, magari, non possono contare più sulla trasmissione, in famiglia, di determinati fatti e circostanze». Da qui il dipanarsi, appunto, di un incontro incentrato sulla immediatezza delle immagini di una storia per certi versi lontana, ma ancora, invece, incredibilmente vicina. La proiezione di foto e documenti riguardanti la presenza ebraica in provincia di Chieti, i rapporti tra gli stessi ebrei ed il fascismo nonché i diversi momenti della politica antisemitica. Dai primi decreti delle leggi antirazziali alle deportazioni e alla segregazione nei campi di internamento. Scorrono le immagini, si accende l’appassionato ed articolato racconto dello storico Paziente. Ed ecco emergere le vicende delle famiglie Trevi e Terracina, la storia della professoressa Giulia Volterra, del professor Alfredo Schuhumann e dell’ebrea polacca Maria Eisenstein. Il tutto, richiamando luoghi come il campo allestito all’interno dell’asilo Principessa di Piemonte, unico aperto in un capoluogo di provincia abruzzese dove le difficoltà di collegamento rendevano difficoltose eventuali fughe. Infine, le storie di quanti sono stati riconosciuti come “Giusti”. Da quella di Emidio e Milietta Iezzi, contadini di Guardiagrele che salvarono la vita di tre israeliti, alla figura di Roberto Castracane, podestà di Villa Santa Maria, impegnato a proteggere alcuni internati e le donne della famiglia Steimberg. (g.ren.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.