Lo studentato resta chiuso Il caso in commissione

9 Settembre 2015

Il Comune deve trovare presto una soluzione ai problemi causati dai gestori Stefano Rispoli (FI): dobbiamo assicurare un tetto ai 160 universitari sfrattati

CHIETI. I problemi dello studentato gestito dalla società pugliese Campus X approdano all’attenzione della terza commissione consiliare, urbanistica, pianificazione del territorio e ambiente, presieduta da Roberto Melideo, capogruppo di Ncd, che si riunirà domani pomeriggio. L’iniziativa porta la firma in calce di Stefano Rispoli, capogruppo di Forza Italia, nonché membro della commissione che conta al suo interno il presidente del consiglio Liberato Aceto, il grillino Ottavio Argenio, Diego Costantini del Gruppo misto, Mario De Lio, capogruppo dell’Udc, Filippo Di Giovanni del Pd, Bruno Di Paolo di Giustizia sociale, Luigi Febo di Chieti per Chieti, Graziano Marino di Identità teatina, Enrico Raimondi di L’Altra Chieti e Renata Sablone del Centro democratico.

«L’obiettivo è quello di trovare una soluzione immediata ai problemi dello studentato del Villaggio Mediterraneo. Metteremo in campo ogni azione possibile- assicura Rispoli- a tutela degli universitari». Che, al momento, si ritrovano senza un tetto a causa della chiusura improvvisa della struttura che aveva già ricevuto la richiesta di una stanza da parte di 165 ragazzi. Tutti rimasti con un pugno di mosche in mano. Il problema è ormai noto a tutti: la Regione ha imposto al Comune di diffidare la società Campus X dato che non è in regola con quanto dice la legge regionale secondo cui uno studentato pubblico può essere gestito solo da società che non hanno scopo di lucro, ovvero da Onlus. L’esatto contrario della società con sede a Bari che già nel 2012 ha fatto richiesta del cambio di destinazione d’uso per casa albergo. Una modifica che poteva essere concessa solo se la Campus X avesse operato importanti cambiamenti tali da trasformare lo studentato in una struttura ricettiva. Ma così non è stato e la società pugliese, secondo la Regione, avrebbe continuato ad operare in piena irregolarità anche perché le torri realizzate dall’impresa Di Cosmo in occasione dei Giochi del Mediterraneo 2009, piani urbanistici e protocolli d’intesa tra costruttori e enti pubblici alla mano, una volta finita la manifestazione sportiva doveva tornare a essere una casa dello studente gestita da una società senza fini di lucro. Così è stato ma, ha ribadito la Regione, in maniera impropria considerando che la Campus X è una società che cerca profitti a tutti gli effetti. Da qui la diffida del Comune, impugnata dalla società pugliese davanti al Tar. «Torneremo ad invitare in Comune i vertici della Campus X. Intanto in commissione- annuncia Rispoli- cercheremo di sbrogliare una matassa intricata nell’interesse della città e dei suoi universitari che non possono essere lasciati soli».