Locale aperto per protesta, chiuso un mese

1 Febbraio 2021

Arriva l’ordinanza del prefetto contro il Ruvido, ma il titolare rilancia: rimaniamo aperti, non molliamo

LANCIANO . Trenta giorni di chiusura per il ristorante “Ruvido”, aperto nonostante i divieti anti contagio. La polizia di Lanciano ha recapitato al titolare Massimiliano Serrapica l’ordinanza firmata dal prefetto di Chieti, Armando Forgione, che intima la sospensione dell’attività per un mese. Ma il titolare non si scompone e il locale rimane aperto. È la terza ordinanza per il ristoratore ribelle: dopo svariati controlli delle forze dell’ordine e provvedimenti amministrativi di 2 e 5 giorni per aver aperto le porte ai clienti e servito pranzi e cene ai tavoli del locale, arriva la mano pesante.
«È il primo provvedimento che mi viene notificato», precisa Serrapica, «farò ricorso al giudice di pace. Alla porte del mio locale non ci sono sigilli. Mi spiace per i detrattori, ma siamo aperti». In settimana il ristorante ha ospitato anche il pranzo di nozze di una coppia di Ortona: pochi invitati ma pranzo servito ai tavoli e taglio della torta immortalato in foto. All’ingresso Serrapica ha imbandito un tavolino con la bandiera tricolore, gli articoli della Costituzione e citazioni sulla disobbedienza civile. «Nel mio locale è ben accetto chi rispetta la Costituzione e le leggi», puntualizza, «il Dpcm non è una legge. Lotto per un diritto, il lavoro, non voglio essere di esempio per nessuno. Questa battaglia di libertà la faccio per me: dopo aver regalato un anno della mia vita a chi ci comanda, non credo più a niente».
Alla base delle scelta di Serrapica c’è il locale ristrutturato e aperto nel dicembre 2019 e due domande per i ristori respinte. «Secondo lo Stato non mi toccano poiché non avrei subito perdite da Covid», spiega, «in quanto fa testo la data di inizio della partita Iva, che lo stesso Stato ti obbliga ad aprire prima di iniziare un’attività». Oggi l’Abruzzo entra in zona gialla ma la protesta non si ferma. «Saremo comunque aperti dopo le 18», annuncia Serrapica, «non molliamo».