Locale aperto per protesta, scattano multe e chiusura

Il ristoratore Serrapica sfida le regole del governo: «Niente ristori, devo lavorare» La questura non fa sconti: sanzioni anche a dipendenti e clienti, due giorni di stop
LANCIANO. Nuovi controlli, altre multe in arrivo e due giorni di chiusura del locale. Ma il ristoratore che sfida il Dpcm sulle misure anti-Covid continua a stare aperto. Ieri, nel giorno in cui l’Abruzzo è tornato in zona arancione, Massimiliano Serrapica, titolare di Ruvido in piazza Dellarciprete, vicino all’ex stazione Sangritana, ha aperto le porte del suo locale anche a pranzo. In città il resto dei ristoratori ha rispettato le regole, lavorando solo con le consegne a domicilio e l’asporto. Sabato sera nel locale che aderisce alla campagna nazionale #ioapro, un invito ai gestori della ristorazione a restare aperti dopo le 18 e a servire ai tavoli malgrado i divieti, è tornata la polizia, allertata da qualche cittadino a cui non è sfuggita la presenza di clienti fuori dall’orario consentito. Per la seconda sera consecutiva sono scattati il verbale di accertamento al titolare e l’identificazione delle dipendenti e dei clienti presenti, a cui seguiranno sanzioni a partire da 400 euro.
«La polizia mi ha informato che mi sono stati applicati anche due giorni di chiusura del locale», dice Serrapica, «ma io continuo a stare aperto». Altri guai potrebbero arrivare da una scazzottata che si è verificata all’esterno del ristorante, alla fine di corso Trento e Trieste, e che ha visto coinvolto un avventore del locale. «Il ragazzo è stato nel mio locale a bere insieme ad amici, verso le 18.30», conferma il ristoratore, «ma è arrivato già alticcio, tant’è che a un certo punto gli ho detto che non gli avrei servito altro e l’ho invitato ad uscire perché il suo comportamento non era più consono. Quello che è successo all’esterno non dipende dal fatto che il mio locale fosse aperto». Quanto accaduto, però, è al vaglio dei carabinieri, intervenuti con il Nucleo radiomobile in seguito alla segnalazione della scazzottata tra giovani in centro. L’entità delle lesioni riportate dal ventenne ferito, che ha avuto 5 giorni di prognosi, non consente di procedere d’ufficio (servirà una querela di parte) ma i militari, agli ordini del maggiore Vincenzo Orlando, potrebbero segnalare l'accaduto alla prefettura di Chieti. Il ristoratore intanto prosegue per la sua strada. «Informo chiunque entra nel mio locale che sono aperto fuori legge», precisa Serrapica che all’interno ha sistemato i tavoli nel rispetto del distanziamento, «mi assumo ogni responsabilità, come ho fatto anche con le mie dipendenti che rischiano a loro volta sanzioni. Chi parla senza conoscere la mia realtà venisse a dirmelo in faccia, gli offrirò anche un bicchiere di vino. Se avessi dai ristori soldi sufficienti per mantenere il locale, che mi costa tra 2.500 e 2.800 euro al mese, di certo non farei tutto questo. Prima di buttare la spugna, voglio fare di tutto per lavorare».

