Locali inidonei, i profughi non arrivano più

15 Agosto 2015

Palombaro, dopo il sopralluogo nell’hotel Vittoria la prefettura blocca l’accoglienza di 30 africani

PALOMBARO. Non arriveranno all’hotel Vittoria i trenta profughi che la prefettura aveva destinato a Palombaro. Un’ispezione del viceprefetto di Chieti, dei vigili del fuoco e della Asl, ha accertato, dopo lasegnalazione dell’amministrazione comunale, che effettivamente la struttura «non è idonea», per il momento, a ospitare persone.

«Siamo contenti di come sono andate le cose», afferma il sindaco Consuelo Di Martino. Durante l’ispezione alcuni cittadini hanno espresso pacificamente, in piazza, la propria perplessità sulla decisione della prefettura che aveva destinato, dopo Castiglione Messer Marino, Palmoli, Carunchio e Torino di Sangro, dall’oggi al domani, una trentina di profughi africani a Palombaro, comune a ridosso della Maiella, poco meno di 1.200 abitanti.

Sesso, condizione sanitaria e sociale, stato di provenienze, non erano forniti. «Ho spiegato al prefetto che non eravamo pronti per questa emergenza», ha sottolineato il sindaco. I profughi, però, non sono arrivati per altri motivi. «Dopo alcune riunioni in Comune con i carabinieri e dipendenti comunali, abbiamo fatto leva sul fatto che l’hotel Vittoria non è una struttura idonea per ospitare dall’oggi al domani trenta profughi perché non abitabile, non ci sono le utenze e presenterebbe problemi di staticità. Abbiamo comunicato tutto ciò alla prefettura e ci hanno promesso che sarebbero venuti a vedere».

Il sopralluogo ha realmente accertato che quanto dichiarato dal primo cittadino corrispondeva a verità. La struttura che dovrebbe ospitare i profughi è al centro del paese, in prossimità delle scuole, del Comune, ufficio postale. A Palombaro ci sono quattro carabinieri che devono occuparsi anche di Fara San Martino, non ci sono vigili urbani.

«Sia ben chiaro», ha precisato il sindaco, «che a noi dispiace per queste persone che abbandonano i loro Paesi per trovare una speranza di futuro da noi, però riteniamo che la nostra comunità, così come altri centri, non sia in grado di gestire una tale emergenza che è sanitaria, di ordine pubblico e strutturale. Non ci sto al fatto che il governo centrale che si è dimenticato del nostro territorio tagliando risorse e servizi, se ne ricordi solo in queste circostanze».

Matteo Del Nobile

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