Logistica Valdisangro, l’Usb fa sciopero

Il sindacato invita i lavoratori a incrociare le braccia: «Serve un accordo su ticket mensa e premi»
MOZZAGROGNA. Sciopero oggi alla Logistica Valdisangro; l’Usb invita i lavoratori ad incrociare le braccia per due ore nel turno di mattina, dalle 11.30 alle 13.30, e altrettante nel turno di pomeriggio, dalle 20 alle 22. Il sindacato chiede all’azienda di discutere su alcune proposte ritenute molto importanti. Tra queste il contratto integrativo. «Logistica Valdisangro», afferma l’Usb, «è una delle poche aziende in cui non vi è un accordo che permetta ai lavoratori di percepire i ticket mensa e un premio di produzione e nessun sindacato presente in azienda ha sentito l’esigenza di discutere un percorso che negli anni ha fatto perdere migliaia di euro ai lavoratori».
Altra questione sollevata riguarda la sicurezza, dopo alcune segnalazioni che hanno riguardato, come specifica l’Usb, «vicende molto serie che i rappresentanti sul lavoro per la sicurezza (rls) non hanno la minima intenzione di provare a risolvere». Da affrontare con l'azienda anche il tema dell’inquadramento professionale del personale: «Abbiamo chiesto di rivedere l’inquadramento contrattuale dei lavoratori», rimarca l’Usb, «ed anche su questo punto non abbiamo ricevuto alcuna risposta tanto che ci siamo visti costretti ad indire lo stato di agitazione e ad avviare dei procedimenti giudiziari per veder riconosciuti i diritti dei lavoratori». L’Usb contesta l’azienda sugli accordi vigenti, sottoscritti dagli altri sindacati, e invoca maggiore trasparenza: «Alle nostre richieste di incontri la risposta è il totale silenzio: cosa c’è da nascondere quando tali contratti dovrebbero essere portati a conoscenza dei lavoratori? Perché si agisce in spregio alla trasparenza dovuta, sia da parte dell’azienda che da parte di Cgil, Cisl e Uil? L’unica nota positiva», aggiunge l’Usb provinciale, «è che siamo riusciti a svolgere le assemblee retribuite dei lavoratori, cosa mai avvenuta in azienda per la mancanza di volontà di confronto degli altri sindacati con i lavoratori, ma anche in questo caso dobbiamo constatare come in molti ormai siano assuefatti alla mancanza del confronto democratico ed al timore di poter ascoltare delle voci libere e fuori dal coro». (d.d.l.)

