Lorena, ora è caccia alla prova regina: chiesto un nuovo sopralluogo in casa

L’istanza arriva dall’avvocato della sorella della vittima per eseguire rilievi tecnici con una genetista e un criminalista E ieri pomeriggio, in una chiesa blindata, si è celebrata una messa per ricordare la donna a un mese esatto dalla morte
ORTONA. Un nuovo sopralluogo nella casa in cui Lorena Paolini, 53 anni, è stata strangolata. A chiederlo alla procura della Repubblica di Chieti, che indaga sull’omicidio avvenuto a Ortona lo scorso 18 agosto, è stato l’avvocato Francesca Di Muzio, il legale della sorella della vittima. Ora sull’istanza dovrà pronunciarsi il pubblico ministero Giuseppe Falasca, che coordina l’inchiesta condotta dai carabinieri.
I CONSULENTI
È caccia alla prova regina, a poco più di un mese dal delitto per il quale è indagato a piede libero Andrea Cieri, 51 anni, impresario funebre e marito di Lorena. La richiesta del legale è stata avanzata alla luce dell’articolo del codice di procedura penale che consente anche agli avvocati «di svolgere investigazioni per ricercare e individuare elementi di prova a favore del proprio assistito», in questo caso Silvana Paolini, che – nell’intervista pubblicata ieri sul Centro – è tornata a chiedere giustizia per la sorella. Sono due i consulenti tecnici di parte, indicati dall’avvocato Di Muzio, che parteciperanno all’eventuale sopralluogo: la genetista forense Marina Baldi e il criminalista Nicola Caprioli. L’obiettivo è eseguire rilievi tecnici sulla scena del crimine, anche attraverso foto e video. La casa del delitto, nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo di Lorena e anche nei giorni a seguire, è stata passata al setaccio dai carabinieri della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Chieti. L’appartamento è tuttora sotto sequestro.
GLI ESAMI
Determinanti, oltre all’esito dell’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio, saranno anche i risultati degli accertamenti tecnici irripetibili che il pubblico ministero ha affidato alla genetista Rossella Ferrante dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara. Sono in totale 13 i tamponi da analizzare in laboratorio, compresi quelli relativi all’eventuale materiale presente sotto le unghie di Lorena. Lo scopo è scoprire anche se la donna si sia difesa mentre l’assassino le stringeva qualcosa intorno al collo, forse il guinzaglio del cane.
LA MESSA
Ieri pomeriggio, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, a un mese esatto dal delitto, è stata celebrata una messa per ricordare Lorena. Una chiesa, come già accaduto nel giorno dei funerali dello scorso 2 settembre, blindata ai giornalisti per volere della famiglia Cieri, in un clima di diffidenza e sospetti. Un centinaio di parenti e amici della vittima hanno partecipato alla messa, mentre fuori diluviava. Tra loro c’era anche l’indagato, che continua a professarsi innocente e a respingere un’accusa che, codice penale alla mano, è da carcere a vita.

