Lotta contro la malattia La città vicina a Valente

8 Giugno 2017

Affetto e solidarietà dei lancianesi per il vicesindaco ricoverato in ospedale Dall’attesa per i bollettini medici alle preghiere: «Guerriero non mollare»

LANCIANO. Da una settimana la città è con il fiato sospeso per le condizioni di salute del vicesindaco Pino Valente. Un’attesa fatta di preghiere e incoraggiamenti, aspettando la “buona notizia” dall’ospedale di Chieti, dove l’amministratore frentano è ricoverato per via di una brutta infezione. Giovedì scorso l’inizio del dramma. Dopo sette giorni sono stati messi da parte colori politici e visioni discordanti sulla città. Da Lanciano un unico grande coro si alza in direzione del capoluogo: «Forza Pino, non mollare!».
Da qualche giorno è diventato un rituale comune a molti quello di aspettare il “bollettino” che il fratello di Pino, Roberto, pubblica mattino e sera su Facebook, dopo ogni visita della famiglia in reparto o dopo il consulto dei medici. Potenza dei social che, con un solo gesto, permettono di raggiungere la marea di cittadini, e non solo, che da sette giorni segue con apprensione e speranza le sorti del suo vicesindaco. Politico partito dal basso, fondatore di uno dei primi movimenti civici ad entrare a Palazzo di città; amministratore criticato, basti pensare alle polemiche sulla pista ciclabile in via Del Mare; alleato “ingombrante” a ripensare alla crisi di giunta innescata nel 2014. Ma oggi tutti, alleati e avversari, tifano per il lottatore e combattente Pino Valente, perché torni presto a rivestire gli incarichi che così bruscamente ha dovuto lasciare.
Appena il giorno prima del malore, mercoledì, aveva affrontato l’incontro con la stampa sugli errori nelle tariffe della tassa dei rifiuti. Argomento delicato, impopolare, ma ci aveva messo la faccia, come responsabile dell’assessorato alle finanze. «Lo dico, lo faccio», il suo motto coniato per la campagna elettorale da sindaco nel 2011. E che oggi viene ripreso da un amico, Domenico D’Altocolle, e diventa il simbolo di questo grande moto di affetto e vicinanza che unisce tutta Lanciano: “Lo dici e lo fai ...non mollare mai!”.
Il quadro clinico resta critico, come informa il fratello, anche se qualche piccolo segnale di miglioramento sembra intravvedersi. «La pressione è salita e si è mantenuta costante da ieri sera (martedì, ndr)», ha scritto ieri Roberto Valente, «il primo segnale che i medici auspicavano. La strada è lunga ed in salita ma il primo gradino lo stiamo salendo. Ora dobbiamo pregare, ora più che mai». Nessuna dichiarazione ufficiale, né dalla famiglia né dall’amministrazione comunale. I colleghi di Progetto Lanciano, il sindaco Mario Pupillo e gli altri amministratori fanno la spola tra Lanciano e Chieti. Aspettano che passi il peggio e si stringono attorno alla famiglia, ai genitori e al fratello di Pino, alla moglie Filomena e al figlio Samuele. «Pino sta lottando come un leone», dice Carlo Orecchioni, capogruppo consiliare di Progetto Lanciano. «Ho sognato che arrivavi con la tua auto, mi guardavi, la solita risata e poi mi dicevi: “muoviti che si ricomincia”», condivide su Fb l’amico assessore Giacinto Verna. «Ciao Pino», scrive il collega di giunta del Pd, Pasquale Sasso, «anche se non puoi ascoltarmi ti sono vicino, tutte le cose che ho da dirti te le dirò appena torni, perché sono certo che sarà così». Sul social non mancano i messaggi dei sindaci del comprensorio, gli incoraggiamenti dei consiglieri di opposizione («Grande guerriero, forza Pino, non mollare mai», scrive Tonia Paolucci) e le preghiere di tanta gente comune. «Dai Pino, Chieti non è la tua città», scherza Emilia sulla “frentanità” di Valente. «Io e tanti altri ti aspettiamo per il Corso dove ti fermi a parlare con tutti, nessuno escluso, anche solo due parole, ma nessuno escluso», ricorda Giovanni. «Fategli sapere che preghiamo tutti per lui», scrive Antonia. E allora Pino, mi raccomando non mollare.
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