Lottizzazione abusiva, 3 assolti in appello

30 Ottobre 2020

Casalbordino. Torna al proprietario il terreno sul quale era stato progettato il complesso residenziale

CASALBORDINO . Tutti assolti e l’oggetto incriminato, un terreno di 15mila ettari, tornato al legittimo proprietario. È l’epilogo di una vicenda giudiziaria durata dieci anni e partita con un provvedimento di sequestro preventivo chiesto dalla procura ed emesso dal gip del tribunale di Vasto nei confronti di A.C., legale rappresentante della An.Fa Invest srl con sede a Napoli, proprietaria del terreno sul quale era stato progettato l’insediamento di un complesso residenziale di ampie dimensioni.
Le indagini erano state avviate a seguito della denuncia sporta dalla Società Esplodenti Sabino, gestore di un deposito di materiale esplodente sito a poche centinaia di metri dal luogo in cui avrebbe dovuto sorgere il complesso residenziale. Tre le persone rinviate a giudizio. Oltre ad A.C. finirono nei guai due dirigenti tecnici del settore Urbanistica del Comune, L.M. e M.G. Il presidente della Corte d’Appello, Armanda Servino, ha ritenuto valide le argomentazioni degli avvocati Marisa Berarducci e Umberto Del Re e ha assolto tutti riformando la sentenza di primo grado che condannava i tre a 4 mesi di reclusione, 12mila euro di ammenda più 250mila euro di risarcimento. Ora il terreno è stato dissequestrato e riconsegnato alla An.Fa. Invest.
La Corte aquilana non ha ritenuto sussistere il reato ipotizzato di lottizzazione abusiva. Il progetto prevedeva una struttura alberghiera a scopo turistico. Secondo l’accusa il progetto, pur essendo stato approvato dal Comune di Casalbordino, era stato poi dichiarato illegittimo dal Tar Abruzzo e su questo venne costruito il castello accusatorio. L’approvazione del progetto da parte degli organi comunali determinò il coinvolgimento dell’allora sindaco Maria Celano per abuso d’ufficio. Si ipotizzò la convergenza di interessi privati, essendo i terreni limitrofi di proprietà del suocero dell’ex primo cittadino. L’ex sindaco uscì subito dalla vicenda a testa alta. Ora anche i due dirigenti del settore urbanistica tirano un sospiro di sollievo. «Hanno vissuto per anni una vicenda e un’accusa ingiusta che a loro è pesata tantissimo. Ora hanno ottenuto giustizia», dice l'avvocato Berarducci. (p.c.)