Lucchetti al Palacus, Del Vecchio condannato

18 Gennaio 2018

Multa di 500 euro all’ex dg dell’università per la gestione revocata al Cus: ora ci sarà la causa per i danni

CHIETI. L’ex direttore generale dell’università d’Annunzio Filippo Del Vecchio è stato condannato per la vicenda dei lucchetti fatti cambiare al Palacus a giugno del 2015. Dovrà pagare una multa di 500 euro (il pm Roberta Capanna aveva chiesto una multa di 1.100 euro), e risarcire i danni al Cus e al suo presidente Mario Di Marco da quantificare nel corso di un altro processo. La richiesta di risarcimento avanzata dall’avvocato del Cus e di Di Marco Luigi Di Alberti è, complessivamente di 3 milioni di euro. A pagare non sarà solo Del Vecchio, ma anche l’università d’Annunzio, rappresentata in aula dall’avvocato Antonello D’Antonio. La condanna emessa ieri dal giudice Valentina Ribaudo riguarda tutte e due le accuse per cui Del Vecchio era finito a processo: sia l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni quando si è ripreso la gestione del Palacus facendo cambiare i lucchetti alle porte, sia la diffamazione per la frase pronunciata in quei giorni caldi, «voi del Cus siete dei pagliacci».
Per riprendere l’utilizzo diretto dell’impianto, dopo aver tentato prima a parole ed essere stato messo alla porta dai funzionari del Cus, l’ex dg aveva fatto cambiare i lucchetti di tutte le porte dell’impianto sportivo, mentre all’interno c’erano intere scolaresche. L’impianto, con una sola porticina lasciata libera (sbarrate anche le porte antipanico) era diventata una sorta di «gabbia», come ha sottolineato la pm nella sua arringa finale, per tutti i suoi occupanti. La doppia condanna porta con sé conseguenze ben più gravi dei 500 euro di multa e del risarcimento danni ancora da quantificare. Si inserisce, infatti, nella querelle aperta tra il Cus e l’attuale gestione dell’università teatina. Il nuovo rettore Sergio Caputi, che si è trovato a dover sciogliere i nodi lasciati dalle precedenti gestioni, ha chiesto al Cusi nazionale di favorire la nascita di un nuovo Cus, al posto dell’attuale con cui l’ateneo ha troppi contenziosi. Il Cusi non ha risposto, ma è evidente che attendeva la sentenza di ieri per capire chi potesse avere ragione almeno in questa vicenda.
La condanna, inoltre, provocherà una reazione immediata da parte della dirigenza Cus, che si sente ora pienamente legittimata a richiedere a Caputi la gestione diretta del palazzetto che gli era stata sottratta da Del Vecchio con la guerra dei lucchetti. Intanto Del Vecchio, ieri in aula con il suo avvocato Stefano Rossi, ricorrerà in appello. (a.i.)
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