Lucchetti anche a Sant’Anna «Manca ancora l’agibilità»

27 Agosto 2019

CHIETI. Non solo i palazzetti dello sport: anche il campo da calcio di Sant’Anna continua a restare chiuso. Manca infatti l’agibilità e il Comune ha risolto il contratto con cui l’impianto era stato...

CHIETI. Non solo i palazzetti dello sport: anche il campo da calcio di Sant’Anna continua a restare chiuso. Manca infatti l’agibilità e il Comune ha risolto il contratto con cui l’impianto era stato dato in gestione al consorzio Cs2010-River Chieti ’65. La decisione è «motivata dalle ripetute inadempienze e violazioni del contratto da parte dell’associazione sportiva, regolarmente contestate per iscritto e mai rimosse», si legge sulla determina a firma del dirigente Paolo Intorbida. «Tra gli oneri a carico del concessionario», è riportato nel documento, «vi era anche la manutenzione straordinaria finalizzata a rendere funzionale l’impianto, fatta eccezione degli interventi di tipo strutturale, e rispondente alla normativa in materia di sicurezza, isolamento e inquinamento acustico, contenimento energetico, prevenzione incendi, igiene pubblica e adeguamento del campo erboso con relativi drenaggi e omologazione per disputare gare ufficiali della Federazione italiana gioco calcio». Nei mesi scorsi, l’ente ha convocato il concessionario e, da un sopralluogo nella struttura, è emersa «la mancata realizzazione delle opere ai fini dell’agibilità e utilizzabilità dell’impianto limitatamente a 99 persone». Dopo che è andato a vuoto anche «un estremo tentativo» per risolvere il problema, secondo il Comune «non è possibile procrastinare ulteriormente il rapporto contrattuale in quanto l’associazione sportiva non ha provveduto a integrare il progetto esecutivo con la documentazione mancante e, di conseguenza, non ha eseguito i lavori». In questo contesto, infatti, «partite e allenamenti si svolgerebbero a porte chiuse, peraltro senza alcuna autorizzazione dell’ente, che ha sempre subordinato l’inizio delle attività quantomeno alla messa in sicurezza. Inoltre la struttura non sarebbe accessibile da altre associazioni e istituti scolastici». Da qui la risoluzione del contratto: «L’interesse dell’amministrazione non è solo quello di avere un impianto ben gestito, ma ancor prima quello di rendere funzionale l’impianto anche con interventi di messa a norma». (g.let.)