Lucchetti e catene anti-occupazioni abusive

31 Marzo 2015

Del Prete (indipendente): seconde case blindate nel centro storico per evitare spiacevoli sorprese

VASTO. Catene e lucchetti ai portoni per proteggersi dalle occupazioni abusive. Succede nel centro storico di Vasto, a pochi metri in linea d’aria dalla centralissima piazza Rossetti. Proprio lì, in quel suggestivo dedalo di vicoli e viuzze, alcuni proprietari di abitazioni acquistate per le vacanze hanno escogitato il rudimentale sistema per evitare che le case vengano occupate durante la loro assenza. Una forma di precauzione che la dice lunga sulla percezione di sicurezza di cittadini e turisti. «Di appartamenti chiusi con catene e lucchetti ce ne sono una quindicina», rivela il consigliere comunale di minoranza, Nicola Del Prete che ha ricevuto diverse segnalazioni, «è la dimostrazione che nel centro storico le case sfitte non sono sicure e che i proprietari, pur di evitare che stranieri irregolari percepiscano la facilità di poter rompere una porta per introdursi e che ci sono persone pronte a forzare la serratura e a prendere possesso della casa, non esitano a correre ai ripari: sbarrano il portone con catene e lucchetti. La dinamica è la stessa degli alloggi popolari, solo che per un privato diventa veramente difficile rientrare in possesso dell’abitazione», aggiunge l’esponente dell’opposizione consiliare che nei mesi scorsi aveva chiesto all’amministrazione comunale di predisporre un accurato censimento delle case abitate nel centro cittadino e di verificare le reali residenze di stranieri regolari.

«In consiglio comunale si sono messi a ridere», ricorda Del Prete, «ma il fenomeno è sotto gli occhi di tutti: irregolari e stranieri senza permesso che occupano abusivamente abitazioni, magari affittate lecitamente a una sola persona, dove però risultano esserci anche 4 o 5 stranieri irregolari disoccupati. A volte mi chiedo se la tolleranza di cui parlano alcuni esponenti della maggioranza di centrosinistra, sia la stessa che hanno quei vastesi presi di mira dalla delinquenza incontrollabile perché “invisibile” alle istituzioni. Gli stranieri regolari che occupano lecitamente e con dignità le abitazioni hanno il diritto di vivere la città come qualsiasi altro cittadino. Ma quanti sono i regolari e quanti, invece, gli irregolari che sfuggono a qualsiasi tipo di controllo? È razzismo cercare di capire cosa accade realmente in città?», si chiede il consigliere comunale indipendente. (a.b.)

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