Luci spente e niente spreco di gas I parroci: così affrontiamo la crisi

Dal Tricalle alla Trinità, i sacerdoti fanno i conti con le bollette pazze: «Ma le messe restano garantite» E c’è chi valuta soluzioni alternative per risparmiare: «Il fotovoltaico può essere utile, ma costa tanto»
CHIETI. La crisi energetica non risparmia neppure le chiese. I parroci teatini, alle prese con bollette triplicate rispetto all’anno scorso, stanno facendo di tutto per risparmiare e, al tempo stesso, garantire il normale svolgimento delle funzioni religiose.
«Non abbiamo paura di stare al freddo», dice Claudio Pellegrini, parroco della chiesa della Trinità e di San Domenico al Corso, «non ci saranno cambiamenti».
È dello stesso parere anche Guido Carafa, parroco della chiesa del Santissimo Crocifisso: «A livello di celebrazioni e attività non ci sarà nessun cambiamento, siamo uomini di fede e ci affidiamo alla Provvidenza». Rimane perplesso, invece, don Domenico Melchiorre della parrocchia di Sant’Anna: «Non capisco tutto questo allarmismo adesso, le cifre delle bollette di agosto sono ancora irrisorie perché durante il periodo estivo le celebrazioni sono ridotte».
Ma il caro energia si sta già facendo sentire in molte parrocchie, come quella del Santissimo Crocifisso: «Anche se la mia chiesa non è molto illuminata, i rincari si sentono», riprende don Guido, «siamo con l’acqua alla gola sia per le attività pastorali sia per le richieste di aiuto che ci arrivano».
Di fronte alle bollette salate, le parrocchie cercano di risparmiare accendendo le illuminazioni solo durante le messe «ma comunque dobbiamo tenere sempre accesa una luce di benvenuto a chi vuole entrare», dice Carafa. Luci accese, ma con parsimonia, anche a Madonna degli Angeli: «Le accendiamo più o meno per 3 ore la mattina e 4 ore il pomeriggio», spiega don Roberto Miccoli, «teniamo invece sempre acceso il crocifisso luminoso sul tetto».
Il caro bollette nelle parrocchie costringe i sacerdoti a prendere provvedimenti per risparmiare dato che «la chiesa non ha contributi, vive delle offerte dei fedeli», prosegue Miccoli che, da tempo, ha cambiato gli impianti elettrici dell’edificio. «Siamo nell’ordinario della spesa e al momento non ho grossi problemi, avevo già previsto una crisi di questo tipo e da anni abbiamo messo gli impianti a led e anche un impianto di aria condizionata».
Mentre a Madonna degli Angeli il parroco ha sostituito il riscaldamento a gas con gli split elettrici, nella parrocchia del Tricalle sono le bollette del metano a farsi sentire: «Il gas è raddoppiato rispetto all’anno scorso», dice don Michele Panissa, preoccupato anche per l’arrivo dei mesi più freddi: «Valuteremo mano a mano e cercheremo di stare attenti alle spese». L’anno scorso le parrocchie teatine hanno sostenuto le spese delle bollette grazie all’aiuto della Curia: «Hanno pagato loro con i fondi dell’otto per mille», ricorda Pellegrini, «e anche quest’anno la Curia si sta organizzando».
In attesa delle disposizioni della diocesi, molti parroci, per abbattere i costi, stanno valutando l’idea di installare degli impianti fotovoltaici sul tetto delle chiese. «Ci sto pensando», conferma Carafa. Anche don Miccoli prende in considerazione i pannelli fotovoltaici ma «i costi sono troppo elevati», ammette, «avevo già chiesto nel 2015 un preventivo a una ditta ma al momento non ci sono incentivi per le chiese».
Don Melchiorre invita la Cei (Conferenza episcopale italiana) a predisporre impianti fotovoltaici nelle chiese: «Attendiamo proposte, sul terrazzo parrocchiale c’è spazio e questa potrebbe essere un ottima soluzione per ridurre i costi». Ma, oltre alle bollette salate, le parrocchie cercano di superare ancora molte difficoltà legate alla pandemia: «Ci dobbiamo preoccupare di recuperare l’affluenza che avevamo due anni fa», conclude Melchiorre, «la chiesa vive di fedeli e la pandemia ci ha condizionato parecchio».

