Ludopatia, campagna di prevenzione
Fossacesia. Gattone: bene l’iniziativa Confcommercio-Serd, puntiamo alle scuole
FOSSACESIA. Dalla ludopatia si può guarire. Dopo il vertice di Fossacesia, al quale hanno partecipato sindaci, l’assessore alle politiche sociali Mariangela Galante, Marisa Tiberio della Confcommercio, ed esperti per dar via al progetto “Non t’azzardà”, lanciato dalla Confcommercio di Chieti e dai Servizi per le dipendenze della Asl Chieti-Lanciano-Vasto (con il Piano d’Ambito 11, la Regione ha avviato la lotta alle ludopatie), parla l’assistente sociale Flaviana Gattone, esperta in ludopatia e alcologia. Gattone è l’unica che lavora al di fuori delle istituzioni e da sola ha creato una rete con la Asl, in particolare il Serd di Lanciano, facendo anche un gruppo di automutuo aiuto per i ludopatici insieme allo psicologo, Guglielmo Liuzza. Il servizio è rivolto agli utenti in un momento di cambiamento e che hanno bisogno di sostegno.
Gattone è attiva sul territorio da più di 11 anni, aiutando chi ha problemi di dipendenze sia alcologiche e sia ludopatiche. Tra queste, ci ha permesso di conoscere uno dei suoi pazienti, «Sono di Lanciano», racconta l’assistito, «ho 44 anni e sono riuscito a nascondere molto bene questa mia dipendenza: solo i miei familiari sono a conoscenza di questo mio problema. Dopo aver parlato con la Gattone ho capito che avevo bisogno di aiuto e che da solo non ce l’avrei mai fatta, cosi abbiamo iniziato un percorso, mi ha seguito dall’inizio alla fine e mi ha accompagnato al Serd dell città. Ora ho ripreso la mia vita in mano, non sono più depresso, non vivo con sensi di colpa che mi provocavano ansia e soprattutto ho capito che per smettere si ha bisogno di un aiuto concreto».
«Quando il giocatore diventa compulsivo - spiega Gattone, «non amo chiamarlo malato ma persona dalle cattive abitudini che vanno modificate con metodi medico-relazionali, che applico su problemi alcool-correlati e funziona anche da qualche anno a questa parte per i ludopatici che si fanno sempre più avanti nel chiedere aiuto. Bisogna far conoscere questa realtà sul territorio», incalza Gattone, «organizzare giornate di prevenzione, sensibilizzazione e informazione. Bene la campagna di sensibilizzazione avviata dalla Confcommercio di Chieti, tramite la sua presidente, Marisa Tiberio, e dai Servizi per le dipendenze della Asl Chieti-Lanciano-Vasto. L’età del ludopatico è tra i 43-50 anni. Bisogna fare prevenzione, soprattutto nelle scuole».
Un nuovo appuntamento sulla ludopatia si terrà dopo metà novembre, annuncia Marisa Tiberio e coordinatrice del progetto “Non t’azzardà”.
Linda Caravaggio
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