Luigi Savina in prima linea in difesa di ordine e legalità

15 Novembre 2015

I personaggi della teatinità. Da poliziotto a questore di Milano, una carriera costellata di successi e riconoscimenti, ma nel cuore resta l’amore per Chieti

CHIETI. Luigi Savina, il personaggio della mia vetrina , non vive più nella sua città, portato altrove dalla sua straordinaria carriera di servitore dello Stato, ma a Chieti è sempre rimasto legato, e non manca occasione, quando gli viene offerta, per tornarci e rivedere i suoi tanti amici. Oggi Luigi Savina è apprezzato questore di Milano, prestigioso incarico al quale è arrivato dopo essere stato protagonista di operazioni di polizia che sono restate nella storia, come l'arresto dei mafiosi Aglieri e Brusca, avvenuto. nel 1994 quando Savina era capo della squadra Mobile di Palermo, e dopo aver ricoperto il ruolo di questore di Terni, Ferrara, Padova e Cagliari, prima di essere nominato al vertice della questura della capitale morale d'Italia. A Milano era già stato come capo della squadra mobile, vivendo altri importanti capitoli della sua carriera di poliziotto, con grandi capacità investigative, derivanti dalla sua dichiarata passione per la polizia maturata in una famiglia che da cinque generazioni è presente nelle Forze dell'Ordine. E forse a favorire una carriera così importante, sono state proprio le sue radici teatine, la sua famiglia, la sua educazione, oltre che i suoi studi e la sua specifica preparazione.

A Chieti torna spesso, e non è difficile incontrarlo nel centro della città insieme a colleghi e amici, senza mai far pesare il ruolo che occupa. Questione di modestia innata in chi ha piena consapevolezza di se stesso, di quello che fa e delle sue responsabilità dovute proprio a ciò che rappresenta nella comunità civile.

Che poi Luigi Savina, anzi Gino, come lo conoscono tutti i suoi amici, nello svolgimento del suo ruolo di Questore abbia ottenuto sempre riconoscimenti per come è stato capace di interpretarlo, ce lo dicono i tantissimi riconoscimenti avuti nel corso degli anni. Proprio in questi giorni a Milano sono stati effettuati arresti per le manifestazioni dei black bloc che nel mese di maggio devastarono Milano, in occasione dell'apertura dell'Expo.

In quella non facile occasione Gino Savina ha dato prova di essere davvero un grande questore. Infatti riuscì a contenere le violenze dei Black bloc bloccando i loro tentativi di raggiungere il centro di Milano con una strategia operativa risultata vincente: "il contenimento delle violenze dei black bloc e dell'ala dura del movimento No Expo, sotto gli occhi di tutti-riporto una nota Ansa risalente a quella giornata- a Milano, è stato merito delle forze dell'ordine ed è certamente motivo di orgoglio per i vertici della Questura, questore in testa. Luigi Savina, 60 anni, fisico asciutto e occhi chiari, dirigente generale della Polizia di Stato, con esperienze investigative di prim'ordine tra cui la Squadra Mobile di Milano, di Palermo e lo Sco, già questore di Terni, Ferrara, Padova e Cagliari, ne esce certamente come una delle figure centrali dell'incandescente giornata. Sempre in centrale operativa a dirigere le operazioni di ordine pubblico nei momenti “caldi”, sempre lucido nelle decisioni cruciali, come quella di non sguarnire i reparti a protezione dei varchi per il centro per mandarli in rinforzo a quelli impegnati nei disordini tra Cadorna e Pagano».. In effetti in quella occasione, come precisò una nota della stessa questura:i: «Nessuno dei manifestanti e nessun cittadino estraneo alla manifestazione è rimasto ferito o è stato ricoverato. Gli stessi 11 contusi lievi tra le forze dell'ordine non hanno subito ricovero ma sono stati medicati sul posto per le contusioni subite». Sono tantissimi i riconoscimenti guadagnati nel corso degli anni passati nella polizia, dalla presidenza della Repubblica prima il cavalierato al merito, poi il titolo di Commendatore, dal Dipartimento della Polizia di Stato una serie di encomi e di lodi, ha ricevuto il riconoscimento dell'Aquila d'oro anche in Albania, dove ha svolto servizio.

Nel 2005 è stato insignito del Premio Borsellino. Anche la comunità molisana abruzzese gli ha conferito il riconoscimento del Premio Maiella, mentre Chieti lo annovera tra i suoi migliori figli, di cui ostenta pieno e convinto orgoglio.