M5S: cartelle pazze, Comune allo sbando

I consiglieri Carinci e Gallo: sistema informatico di tre anni è già inefficiente, risultati deludenti
VASTO. I cittadini ricevono cartelle esattoriali per tasse o servizi non pagati, ma le richieste di pagamento emesse dal Comune risultano prive dei necessari riferimenti contabili. A mettere in luce la situazione di disagio è il Movimento 5 Stelle che in questi giorni ha ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini invitati ad andare in municipio per prendere visione diretta dei documenti.
«Gli uffici comunali non sono in grado di comunicare ai cittadini, per corrispondenza e con esattezza, gli estremi delle bollette e degli importi contestati», sostengono Dina Carinci e Marco Gallo, «questa inusuale prassi crea disagi facilmente immaginabili, oltre che un anomalo lavoro per gli uffici che talvolta, come abbiamo già segnalato, non riescono a trovare i documenti, giacenti in chissà quale cassetto o piano di scrivania. In alcuni casi i cittadini avevano pagato ed hanno avuto la sensazione che il Comune ci abbia provato, magari sperando nello smarrimento delle ricevute relative a pagamenti risalenti anche al 2014. La causa principale di questi disagi», incalzano i pentastellati, «è l’assoluta inefficienza del sistema informatico, lo stesso sistema, acquistato da quest’amministrazione tre anni fa e che il sindaco Francesco Menna aveva presentato come estremamente efficiente ed economico. Oggi sono tutti d’accordo che il sistema non funziona e chissà se a fine mandato quest’amministrazione sarà in grado di lasciare al Comune un sistema informatico idoneo. Ne dubitiamo. Il sindaco ha rivendicato a merito della sua amministrazione anche l’istituzione di una task force dedicata agli incassi ed al recupero dei crediti. Evidentemente le carenze del sistema informatico hanno bloccato anche questa iniziativa perché, alla prova dei numeri, i risultati appaiono molto deludenti».
Carinci e Gallo ricordano che «il bilancio comunale del 2019 prevedeva un recupero totale da evasione pari a 6 milioni di euro, mentre a fine anno risultano incassati soltanto 900mila euro, la maggior parte dei quali dovuti all’Ici della piattaforma Rospo Mare B, e quindi ad un’unica pratica. Il Comune invece di recuperare crediti riesce soltanto ad aumentare il proprio discredito presso i cittadini», concludono i due consiglieri. (a.b.)
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