M5S: «Fermiamo le trivelle in Adriatico»

Il 25 aprile di “resistenza” contro la petrolizzazione del mare. Smargiassi: centrosinistra ipocrita
VASTO. «Guardate che spettacolo, immaginate come cambierebbe con le trivelle». Il senatore Gianluca Castaldi sceglie una frase ad effetto per far capire cosa succederebbe alla costa vastese con la deriva petrolifera.
La platea è quella riunita nella sala convegni della Grotta del Saraceno, in località Vignola di Vasto, dove sabato scorso è andato in scena il 25 aprile di “resistenza” alla trasformazione dell’Adriatico in un campo di raccolta di petrolio.
È così che il Movimento 5 Stelle ha voluto celebrare il giorno della Liberazione, chiamando a raccolta quanti condividono la battaglia contro le lobby petrolifere.
Un incontro caratterizzato dalla totale assenza di amministratori comunali, che ha riservato anche collegamenti via Skype con gli esperti del movimento e con giornalisti croati. I partecipanti, un centinaio, sono stati accolti da striscioni e scritte. Il leitmotiv dell’incontro: liberare l’Adriatico dalle trivelle.
«L’idea di trivellazioni, di pozzi di petrolio, in un mare chiuso è aberrante, sotto ogni punto di vista», hanno ricordato i relatori che si sono succeduti sul palco tra cui oltre a Castaldi anche la parlamentare europea Daniela Aiuto e Augusto De Sanctis del Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, «è noto che nell’Adriatico le correnti finiscono per trasportare inquinanti e rifiuti sulle coste romagnole, abruzzesi, molisane, pugliesi e venete. Intere economie locali rischiano di essere fortemente danneggiate nel caso di incidenti ambientali dovute alla fuoriuscita di idrocarburi».
Sul banco degli imputati è finito il decreto Sblocca Italia («ma sarebbe meglio definirlo “Sporca Italia») e il governo Renzi «che va nella direzione di aprire la strada alle lobby petrolifere».
A chiudere l’incontro è stato il consigliere regionale Pietro Smargiassi che ha chiamato in causa il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e l’assessore all’ambiente Mario Mazzocca.
«In consiglio regionale hanno parlato per dieci minuti in favore della risoluzione del Movimento 5 Stelle, ma quando abbiamo chiesto la votazione con appello nominale hanno votato contro. Sono ipocriti», ha accusato il consigliere regionale Smargiassi, «una settimana dopo hanno presentato una risoluzione alleggerendo le colpe del Pd e addossando le responsabilità al centrodestra. A noi non importa di chi sono le colpe, ci importa fermare la petrolizzazione e per questo abbiamo votato entrambe le risoluzioni». (a.b.)
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