Ma arriva la bocciatura della Cgil

22 Luglio 2023

Il sindacato critica l’operazione e ricorda al sindaco le battaglie contro Di Primio

CHIETI. La Cgil contesta aspramente l’affidamento ai privati dell’asilo nido d’infanzia “Il riccio e la volpe” in via Amiterno, l’unico a gestione diretta del Comune, e ricorda al sindaco Diego Ferrara le battaglie contro il suo predecessore, Umberto Di Primio, al fianco dei sindacati, per rivendicare la disponibilità di servizi educativi pubblici.
Secondo il segretario generale Cgil Fp di Chieti Giuseppe Rucci e, per il coordinamento regionale infanzia, la segretaria generale Fp Abruzzo e Molise Paola Puglielli, la normativa sul dissesto «esclude tassativamente dal 2022 i costi di gestione dei nidi d’infanzia nel calcolo dei servizi a domanda sottoposti al controllo per gli enti locali strutturalmente deficitari». E dunque, secondo la visione dei sindacati, l’esternalizzazione non è imposta dagli obblighi normativi previsti dalle procedure di riequilibrio finanziario pluriennale.
La volontà di procedere con l’affidamento ai privati del nido d’infanzia comunale è stata comunicata da Ferrara durante un incontro informale con i sindacati. L’amministrazione ha annunciato che nel corso di questa settimana adotterà gli atti per il passaggio del servizio all’esterno. «Abbiamo trasmesso una formale diffida all’amministrazione ad adottare atti relativi all’affidamento del nido comunale “Il riccio e la volpe” senza aver adempiuto agli obblighi contrattuali e di legge in materia vigenti», dicono Rucci e Puglielli. «Questa maggioranza», proseguono, «pare abbia dimenticato di essere stata al nostro fianco quando abbiamo contestato il precedente, e per fortuna sventato, tentativo di esternalizzazione del nido di via Amiterno da parte del sindaco Di Primio. Siamo contrari all’esternalizzazione dell’unico nido a gestione diretta del Comune di Chieti ancor più in un momento in cui in ogni dove si riafferma la centralità del sistema integrato 0/6, con il rischio di disperdere un patrimonio di decenni in cui nella nostra città si è costruita la cultura dei servizi educativi dal basso, lavoratori e famiglie, spesso lasciate soli e nonostante l’incuria e l’incapacità di una classe dirigente che negli anni ha chiuso ben 5 dei 6 nidi comunali. All’epoca lo dicemmo anche al sindaco Di Primio e quindi vista la situazione lo ripetiamo anche oggi, “per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio” e soprattutto ci vuole un capo villaggioche voglia fare scelte certamente non semplici ma sicuramente giuste». (y.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.