Ma che fine faranno i dipendenti?

15 Marzo 2016

Nuove banche, il sindacato ha paura per il loro coinvolgimento nelle inchieste

CHIETI. Che fine faranno i dipendenti di Carichieti e degli altri tre istituti? Lo chiedono le segreterie Fisac-Cgil di Nuova Cassa di risparmio di Ferrara, Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell'Etruria e del Lazio e Nuova Carichieti.

Roberto Nicastro (foto), presidente unico delle 4 Nuove Banche, nell’ultima intervista rilasciata, dà atto del contributo dei lavoratori all'avvio del rilancio: «Dobbiamo essere grati ai 6.000 colleghi che hanno reagito con forte impegno ed in un contesto non facile», ha detto, «Ora siamo pronti a completare l'opera con il collocamento sul mercato nei tempi dettati dalla Ue».

«Le quattro Nuove Banche ora sono appetibili per la vendita (bilanci senza sofferenze e più robusti delle medie del sistema; chiaro potenziale di recupero di redditività; di quote di mercato e di efficentamento, ecc.). Si parte da aprile, quando potranno essere presentate offerte preliminari e non vincolanti d'acquisto. Poi scatterà la due diligence e, come già detto, contiamo di vendere entro l'estate. Possiamo venderle in blocco o una per una: dipenderà dalle offerte che riceveremo. Si tratta principalmente di banche e fondi di private equity interessati dal poter acquistare banche senza sofferenze, con bilanci robusti e superscrutinati, senza laccioli di governance, profondamente radicate in territori prosperi nel cuore dell'Italia. Loro possono fare un buon affare, noi vogliamo ricavare il massimo, senza fare sconti a nessuno».

Ma questa scalata dell'Everest dove porterà i 6.000 lavoratori occupati nelle 4 Nuove Banche e i circa 1.000 lavoratori occupati nell'indotto? Si chiede il sindacato. «Nel rispetto di ciò che la magistratura accerterà, chiediamo chiarezza e trasparenza sulle responsabilità delle crisi irreversibili delle 4 vecchie banche, di chi ha concorso all'amministrazione e alla gestione, di chi eventualmente ne ha tratto anche impropri vantaggi. Eventi tanto gravi non possono lasciare coni d'ombra, quali quelli che continuano, purtroppo, a gravare anche su come le Autorità preposte hanno vigilato prima sull'emissione e poi sul collocamento dei bond subordinati»

«Lo chiediamo», conclude la Fisac Cgil, «per il ristoro dei risparmiatori e per la giusta tutela dei lavoratori delle quattro banche tuttora sono esposti al sospetto di avere consapevolmente concorso a collocamenti impropri delle obbligazioni subordinate».