Ma Di Stefano lascia la porta aperta: spero che ci ripensi

24 Giugno 2020

Il candidato della Lega tende la mano: rilanciamo insieme la città in declino, adesso c’è bisogno dello sforzo di tutti

CHIETI. «Sono soddisfatto dell’unità del centrodestra mentre sono rammaricato per la scelta di Mauro Febbo anche se auspico un ripensamento». Il candidato sindaco della Lega, Fabrizio Di Stefano, lascia la porta aperta a un accordo con Febbo in vista delle elezioni in programma probabilmente il 20 settembre prossimo: «Ogni presa di posizione può essere soggetta a revisione», osserva Di Stefano, «e, da parte mia, c’è ampia disponibilità. Del resto, con gli amici di Forza Italia ho condiviso una lunga militanza politica e tante battaglie. Nutro la speranza di un ricompattamento».
Di Stefano è sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia, Udc, liste civiche Ideabruzzo e Giustizia Sociale e, dopo il vertice romano tra Salvini, Meloni e Berlusconi, ha anche la possibilità di usare il simbolo di Forza Italia. Quella di Forza Italia potrebbe essere la sesta lista a sostegno di Di Stefano. Ma, almeno per ora, Febbo e i suoi non vogliono saperne di fare accordi e restano schierati con Bruno Di Iorio: «Provare un ricompattamento sarebbe la scelta migliore», dice Di Stefano, «ma se questo non accadrà non cade il mondo e ognuno andrà avanti per la sua strada, seppure a malincuore». Da oggi, in città dovrebbero comparire i primi manifesti del candidato sindaco della Lega.
Febbo parla di città in declino e Di Stefano non gli dà torto: «Che ci sia un declino della città, a causa di congiunture socio-economiche e anche per l’emergenza Covid, è fuori di dubbio. Proprio per questo motivo», dice l’ex deputato e senatore, «io che ho ricoperto tutti gli incarichi, dal Comune al Parlamento, mi rendo disponibile a lavorare per il futuro di Chieti. Ma il mio invito è sinergizzare gli sforzi: da sindaco avrò bisogno dell’appoggio della Regione Abruzzo e del governo, spero presto a guida centrodestra. Sarà necessario un lavoro globale e complessivo, ognuno dovrà fare la sua parte e l’unico esponente regionale della città rappresenta un interlocutore primario per un’amministrazione che avrà l’ambizione di reagire prima degli altri Comuni alla crisi che il Covid ha ulteriormente evidenziato. Tutti, la mia squadra di uomini e donne entusiasti, dobbiamo contribuire a questo obiettivo».
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