Ma i casi Omicron salgono al 56%

18 Gennaio 2022

Aumentano i pazienti in Rianimazione con la nuova variante. La Asl: è pericolosa

CHIETI . La variante Omicron è quella prevalente tra i 113 pazienti ricoverati fino a ieri negli ospedali di Chieti e Vasto. Il dato emerge da un’analisi condotta dal Cast, il Laboratorio dell’Università “D’Annunzio” che ha sequenziato i test pervenuti negli ultimi giorni per verificare la diffusione delle varianti tra i degenti. Particolarmente rilevante il dato riferito alla Rianimazione, dove la presenza della Omicron è raddoppiata, passando dal 23% al 56% dei pazienti intubati. Questi i dati relativi all’occupazione dei posti letto Covid: a Chieti 11 in Rianimazione, 30 in Malattie infettive, 23 in Clinica geriatrica, 23 in Medicina, 11 in Pneumologia, 6 bimbi in Terapia intensiva neonatale nati da mamme contagiate e 9 a Malattie infettive a Vasto. Come dato generale la variante Delta è presente nel 17% dei ricoverati, con prevalenza in Pneumologia e Geriatria, mentre l’altra è diffusa nell’83%.
La stima è stata compiuta sui campioni provenienti esclusivamente dai presidi ospedalieri della provincia di Chieti tra il 12 e il 15 gennaio, e non riguarda i test eseguiti nei drive-in o in ambito domiciliare. «I numeri descrivono una realtà che si presta a una doppia lettura», dicono dalla direzione generale della Asl, «perché da un lato mettono in luce la pressione che si sta di nuovo esercitando sui nostri ospedali, dove la disponibilità di posti è ormai al limite, dall’altro correggono il tiro rispetto alla narrazione passata fin qui sulla presunta scarsa pericolosità rappresentata dalla variante Omicron. Che non è affatto leggera nelle possibili conseguenze, ed è all’origine dei ricoveri nell’80% dei casi nella nostra azienda sanitaria».
Altri dati raccontano che 369 malati sono stati curati e guariti con gli anticorpi monoclonali, mentre 5 sono in trattamento con il farmaco antivirale. I numeri, oltre a descrivere la situazione dei contagi, suggeriscono un orientamento preciso: incentivare la vaccinazione, sia in ordine alle prime dosi che alle booster, la cui protezione dalla malattia grave è provata da tutti gli studi. Finora in provincia di Chieti sono state somministrati 740mila vaccini, di cui 144mila terze dosi. Nell’ultima settimana fortunatamente si è registrata un’impennata di prime dosi, con un picco di 5 e 6mila inoculazioni proprio tra l’11 e 14 gennaio. (a.s.)
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