«Ma il “3 Assi” non è la causa della tragedia di domenica»

12 Ottobre 2016

CHIETI. I gestori del circolo 3 Assi rompono il silenzio mediatico, dopo l’omicidio di Fausto Di Marco avvenuto alle 4 di domenica scorsa davanti al Mian Donner Kebab in via Pescara. Nel locale...

CHIETI. I gestori del circolo 3 Assi rompono il silenzio mediatico, dopo l’omicidio di Fausto Di Marco avvenuto alle 4 di domenica scorsa davanti al Mian Donner Kebab in via Pescara. Nel locale Fausto aveva passato la serata, anche assieme a chi è diventato poi il suo carnefice: «La morte di Fausto ci lascia profondamente addolorati e sgomenti. Pur non essendo un assiduo frequentatore del 3 Assi, Fausto ha trascorso diverse serate nel nostro circolo mostrando sempre vivo interesse per le attività, principalmente musicali, che proponiamo con vivissima passione». Ci tengono a sottolineare, Giampaolo Zagami e Giuliano Benegiamo, come Fausto «si è sempre comportato in maniera egregia, rispettando il luogo e le persone che lo frequentano». Mantenendo di lui «un bellissimo ricordo» e porgendo «le più sentite condoglianze ai familiari e agli amici più stretti». Ma la nota è anche uno sfogo, perché il social club non c’entra con il tragico avvenimento di qualche giorno fa. I gestori accusano la stampa e i tg di fare un servizio di «disinformazione» poiché è falso «che quanto di terribile accaduto a Fausto sia la naturale conseguenza dell’eccessivo consumo di alcolici che si sarebbe avuto nel nostro locale» dicono che «la serata, prima che accadesse il fatto, si è svolta in maniera tranquilla, senza il minimo accenno di intemperanze». Poi fanno chiarezza sulle lamentele e le segnalazioni dei residenti del quartiere sulla gestione del circolo, che sarebbero «del tutto immotivate» dal momento che «nel nostro locale non si sono mai verificate risse e, a differenza da quanto detto e scritto da molti, il nostro maggior impegno è volto al mantenimento di un ambiente pulito e tranquillo». Specificando che se si sono trovati bicchieri fuori dal locale dopo il tragico evento «è perché il nostro impegno era volto ai tentativi di soccorso per Fausto e ai successivi accertamenti da parte delle forze dell’ordine» essendo stati, anche i gestori, «un giorno intero in questura. Al momento il locale è sotto sequestro, quindi non possiamo toccare nulla». E proseguono: «Le attività sono da noi organizzate per promuovere l’aggregazione sociale attorno a valori e passioni che condividiamo: la musica in particolar modo. Abbiamo organizzato eventi di ogni genere, dando spazio ad interessantissime realtà locali, nazionali o internazionali». E ricordano come «Fausto amava la musica ed era un musicista. La sera stessa della tragedia ci confermò che gli avrebbe fatto molto piacere suonare nel nostro locale: anche nel nome di questa passione che ci accomunava che abbiamo intenzione di andare avanti con le nostre attività». L’ultimo pensiero si rivolge ancora a Fausto: «Un ragazzo della meglio gioventù di questa città non c’è più. Una perdita incalcolabile per tutta Chieti». (e.r.)