Ma il confronto è aperto «Non siate prevenuti»

CHIETI. Alla vigilia della protesta di oggi pomeriggio contro il progetto di velocizzazione della ferrovia Pescara Roma, dice la sua anche la coordinatrice della procedura del dibattito pubblico...
CHIETI. Alla vigilia della protesta di oggi pomeriggio contro il progetto di velocizzazione della ferrovia Pescara Roma, dice la sua anche la coordinatrice della procedura del dibattito pubblico Iolanda Romano.
La coordinatrice, che si avvia a chiudere la procedura con la presentazione della relazione finale fissata per il 21 aprile, sottolinea che il dibattito pubblico ha tenuto 16 appuntamenti sul territorio con i comitati e le istituzioni: «Ho incontrato tutti», afferma, «e anzi, oltre ai 16 incontri, ne abbiamo avuti altri non previsti dalla procedura, fatti prima dell’avvio del dibattito che mi sono serviti per capire come e su quali temi strutturare la discussione.
I 16 incontri fatti hanno visto protagonisti il Wwf, Italia Nostra, Legambiente, il Comferr di Antonio Bianchi e Gianni Di Labio, il comitato FerroVia di Paola Sablone, il Mulino di Loris Zappacosta, Antonello Giacchetti e Katia Corsi, e il comitato di Alanno. «L’unico comitato che non abbiamo incontrato», continua Romano, «è quello di San Giovanni Teatino, ma soltanto perché non riguarda la tratta per cui è stata aperta la procedura del dibattito pubblico. C’è da registrare che solo due comitati hanno presentato i “quaderni degli attori”, vale a dire l’unico strumento per poter presentare le proprie proposte, e sono i comitati di Alanno e del Mulino». I comitati, pur riconoscendo di aver avuto spazio nella procedura del dibattito pubblico, avevano però sottolineato di non essersi sentiti davvero ascoltati, visto che il progetto presentato non presenta la possibilità di avere alternative rispetto alla scelta progettuale originaria.
La coordinatrice risponde innanzitutto marcando la differenza tra Rete ferroviaria italiana, che insieme a Italferr ha presentato il progetto di velocizzazione della linea ferroviaria, e la procedura del dibattito pubblico, che serve proprio a fare da collegamento tra il territorio e chi vuole realizzare l’opera. Romano assicura anche che nella sua relazione finale saranno riportate tutte le proposte arrivate dal territorio: «Dire che i comitati non sono stati ascoltati non risponde a realtà», dice, «tra l’altro sarebbe un processo alle intenzioni, visto che la mia relazione non è stata ancora terminata, né presentata. Posso comunque anticipare che ci sono tutte le proposte di variante al progetto. Il dibattito pubblico ha preso in considerazione tutte le varianti e così abbiamo fatto in modo che anche i progettisti possano valutarle. Di più, come dibattito pubblico, non potevamo fare. Non sta a noi scegliere se integrare o meno le varianti nel progetto. La mia relazione, che chiude la procedura, sarà infatti inviata alla conferenza dei servizi sull’opera: da lì in poi noi non c’entriamo più nulla».
Anche il presidente della commissione consiliare speciale sulla ferrovia, Vincenzo Ginefra, ha voluto ribattere all’assunto secondo cui il Comune di Chieti, pur dandosi da fare, si sarebbe trovato «smarrito» di fronte alla problematica. «Noi abbiamo fatto tutto quello che ci competeva come Comune», ha detto il presidente, «stiamo procedendo secondo quanto prevede l’iter burocratico. Come Comune abbiamo dato il nostro parere negativo sia al lotto che riguarda la prima parte di Chieti Scalo, sia a quello che riguarda Brecciarola. Sono due pareri importanti e motivati che, al momento giusto, avranno il loro peso», dice Ginefra che ieri mattina ha tenuto una nuova seduta della commissione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

