Ma il Pd replica: «Vittoria netta di Menna»

21 Dicembre 2021

Il consigliere regionale Paolucci: «Si attaccano ai ricorsi perché hanno straperso e non lo accettano»

CHIETI. In casa centrosinistra il ricorso al Tar del centrodestra non spaventa. Il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale Silvio Paolucci si dice tranquillo: «Se vogliono fare politica facendo ricorsi, facessero pure», dice, «io sto al dato politico: il centrosinistra, nella composizione allargata al Movimento 5 Stelle, Italia viva e civici, ha stravinto». Paolucci riferisce che sarebbe solo un numero molto esiguo di schede quelle che sono state date erroneamente agli elettori, invertendo le fasce demografiche di due categorie di comuni, quella da 10mila a 30mila abitanti e quella da 3mila a 5mila, che complessivamente contano 16 comuni. Gli stessi 16 comuni che dovranno tornare al voto giovedì prossimo. Si tratterebbe di un errore che non va oltre le 10 schede, su un numero complessivo di 986 votanti. «Il centrodestra si può attaccare a quello che vuole ma ha perso», continua Paolucci, «anzi ha straperso, pur governando loro la Regione. Forse dovrebbero riflettere su questo dato. Quanto al merito di eventuali ricorsi, sull’assegnazione dei seggi ai consiglieri provinciali si esprimeranno eventuali giudici amministrativi; sulla vittoria del presidente, invece, credo che non possa esserci alcuna ombra di dubbio. Perché anche attribuendo quel numero esiguo di voti tutti al candidato giunto secondo, al massimo della ponderazione dei voti, e sottraendolo, sempre al massimo della ponderazione dei voti, al candidato giunto primo, non cambia nulla. Grande sarebbe infatti la differenza tra il candidato di centrosinistra e quello di centrodestra: a stare a dati ovviamente non ancora ufficiali, Menna avrebbe un vantaggio dieci volte superiore a quella differenza. Le schede contestate varrebbero, se fossero calcolate al massimo della ponderazione, circa 1.700 voti. Ma la differenza tra i due candidati dovrebbe essere di circa 17mila voti. In qualunque ricorso amministrativo, se la differenza contestata non supera il numero necessario a ribaltare il consenso espresso, mai si è registrato che ci debba essere una ripetizione complessiva. Ma io faccio politica», conclude, «non il giudice amministrativo. E il dato politico mi sembra incontrovertibile». (a.i.)
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